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i testimoni in aula

Da chiarire il ruolo di “Rosy” e gli altri colpi della banda

La tragedia di Pier Luigi Tartari è stato il culmine di un percorso criminale compiuto da un gruppo di persone. Un sodalizio unito dalle rapine, ma anche da forti legami personali e familiari. È...

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La tragedia di Pier Luigi Tartari è stato il culmine di un percorso criminale compiuto da un gruppo di persone. Un sodalizio unito dalle rapine, ma anche da forti legami personali e familiari. È questo il quadro destinato a emergere da vari testimoni che le parti hanno chiamato a deporre al processo. Tra questi, la cerchia di conoscenti che gravitava attorno al terzetto e che dovrà chiarire uno degli aspetti più controversi della vicenda e che finora non è stato sondato appieno, ovvero il ruolo di Sivakova Ruzena, detta Rosy, la madre di Patrick Ruszo che lavorava come badante nella casa vicina a quella di Tartari e finora soltanto sfiorata dall’inchiesta. Ma un altro aspetto da approfondire sarà quello relativo alle altre rapine (alcune della quali già ammesse da Pajdek) attribuite alla banda. In particolare la difesa di Fiti ha chiamato a testimoniare la signora Cristina Bertelli, vittima di una rapina in casa insieme all’anziano padre. Un colpo (come le altre rapine) con il “marchio” della banda Pajdek ma al quale, ha sottolineato la difesa di Fiti, Constantin non aveva preso parte.

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