Misure speciali dopo la morìa
L’inquinamento del Lorgana. Necessari cassoni stagni per smaltire le carcasse dei pesci
ARGENTA. Oltre all'inquinamento e la conseguente moria di pesci nel canale Lorgana, ora si è aggiunta anche la difficoltà dello smaltimento. Così com'è il mucchio di pesci e di altro materiale non può finire in un unico inceneritore. Si è così resa necessaria una separazione del materiale accumulato nello spazio che il consorzio di Bonifica Renana utilizza per riporre quanto la corrente d'acqua porta alle griglie dell'idrovoro Saiarino. Un lavoro impegnativo quello della separazione delle varie sostanze che ieri mattina ha determinato un summit sul posto fra i vertici del Consorzio, l'assessore Marco Chiarini con a fianco il funzionario Barbara Peretto, l'Asl, l'Arpa e il personale dell'università di Bologna. Un vertice per decidere cosa fare, in tempi rapidi, per evitare che il problema della decomposizione dei pesci. Così si è deciso di trovare cassoni stagni in cui riporre i pesci morti (anche se in mezzo ci finiranno piccoli pezzettini di canna o legno) mentre in altri cassoni verrà caricato tutto l'altro materiale. I due stoccaggi poi, prenderanno due strada diverse: uno andrà nello stesso inceneritore in provincia di Bologna dove finirono i pesci morti del canale Garda del 2012, mentre l'altro in un altro inceneritore. Tutto questo lavoro, la ditta lo ha iniziato in tarda serata di ieri e proseguirà anche nella giornata odierna con la speranza che si possa smaltire quest'inferno nel più breve tempo possibile. E sempre dall'incontro di ieri, l'assessore all'ambiente Marco Chiarini ha avuto rassicurazione da Arpa «che per individuare cosa è successo saranno effettuati prelievi d'acqua in vari punti del Lorgana. Ci è stato anche assicurato che - precisa l'esponente della giunta Fiorentini - l'indicazione di cosa è successo ci verrà comunicata. Non abbiamo avuto anticipazioni, anche se non si escludono concause quali i lavaggi di aree oppure lo sversamento di sostanze organiche che hanno generato un calo di ossigeno o un inquinamento vero e proprio. Comunque, anche a distanza di giorni, una minima parte di ciò che ha provocato questa moria di pesci sarà possibile individuarla». (g.c.)
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