Ospedale del Delta, punto nascita verso la chiusura
La Conferenza sanitaria: a Lagosanto un centro Pma. Traslocano il servizio odontoiatrico (a ottobre) e il San Giorgio (2017)
FERRARA. L’annuncio della chiusura non è ufficiale, ma ieri si è compiuto il primo passo. Al posto del punto nascita del Delta, lontanissimo ormai dai 500 parti/anno da tempo indicati come limite per il mantenimento del servizio nei piccoli ospedali, nascerà un «centro interregionale» pubblico per la procreazione medicalmente assistita (Pma) di 2° livello, in grado quindi di effettuare la fecondazione in vitro e l’eterologa. La scelta di collocare il nuovo servizio a Lagosanto è stata presa ieri durante il lavori della Conferenza socio-sanitaria territoriale riunita in Castello (favorevoli tutti i sindaci presenti, unico astenuto Marco Fabbri, di Comacchio) e di fatto rappresenta il prologo di una decisione che da ieri sembra più vicina.
La Pma al Delta, nelle intenzioni dell’Asl, ha sostanzialmente un duplice obiettivo: richiamare una quota di mobilità sanitaria che oggi si trasferisce all’esterno della provincia e della regione in cerca di un servizio che a Ferrara è inadeguato ed evitare che la chiusura dell’ostetricia a Lagosanto apra un “buco” di assistenza senza contropartita in un ospedale aperto solo 15 anni fa. Se e quando il punto nascita di Lagosanto sarà chiuso, in provincia continueranno ad operare quelli di Cona (Sant’Anna) e di Cento. Anche quest’ultimo, tuttavia - la voce già circola fra gli addetti ai lavori - potrebbe essere messo in difficoltà da nuovi e più esigenti parametri di attività.
I direttori generali della sanità, Tiziano Carradori per il Sant’Anna, e il facente funzioni Mauro Marabini per l’Asl, hanno risposto alle numerose questioni poste dai sindaci presenti spiegando che i percorsi nascita (fasi pre e post-parto) dovrebbero continuare ad essere garantiti nel territorio e nei distretti, non dovrebbero essere cioè centralizzati. Dalla Conferenza, convocata a tre giorni dall’arrivo del nuovo dg Asl, Claudio Vagnini, sono uscite però anche altre notizie. Molte le ha portate Tiziano Carradori. che ha ricordato che l’azienda Sant’Anna «quest’anno riceverà 5 milioni di euro in meno di fondo integrativo, ma avrà comunque 48 milioni», il che significa che «il risanamento non è ancora completo».
I dati di bilancio però sono in miglioramento e sia Carradori che Marabini (assistito dal direttore amministrativo Stefano Carlini) hanno fornito numeri sostanzialmente in pareggio rispetto alle previsioni. «Non siamo più gli ultimi in regione - ha detto il manager Asl - e non succederà più che un assessore regionale verrà a dirci che qui spendiamo troppo», parole pronunciare nel 2013 da Carlo Lusenti. Carradori ha annunciato che è in partenza il negoziato sul project financing con Prog.Este «nel quale abbiamo buone ragioni da spendere» per ridurre i costi del contratto trentennale, molto onerosi per servizi non sanitari e manutenzione.
Il Centro di riabilitazione San Giorgio entrerà al Sant’Anna «a fine 2017» (7 milioni di euro di spesa tra appalto lavori e canone trentennale da versare a Prog.Este) e il trasloco permetterà all’azienda sanitaria di risparmiare 1-1,5 milioni di euro l’anno rispetto alla collocazione attuale, al Pellegrino. Il direttore generale ha confermato che nel 2016 al Sant’Anna «sarà garantita la copertura al 100% del turn over e grazie al risparmio di un milione, con l’azzeramento del pagamento ai medici dell’attività aggiuntiva, potremo anche assumere altre unità di personale». I 37 posti letto ridotti per l’estate «saranno ripristinati a partire dal 4 ottobre», ha detto Carradori rispondendo ad una domanda della sindacalista Mirella Boschetti (Fials). La manovra strutturale sui posti letto, a carico di entrambe le aziende, prevede la trasformazione di «80 posti di day hospital», ha aggiunto il dg, ma saranno aperti 50 posti ordinari (soprattutto in Medicina d’urgenza e in Chirurgia d’urgenza) nei locali destinati all’Hospice, oggi vuoti, servizio che l’Asl aprirà altrove. Il «personale attualmente inabile al servizio sarà inquadrato in una nuova qualifica», ha precisato il manager che ha annunciato l’apertura a Cona di due nuove sale operatorie con l’assunzione di 14 anestesisti. Marabini ha spiegato che il Centro odontoiatrico di via Montebello si trasferirà nella Cittadella della Salute di corso Giovecca a ottobre. Tra i sindaci intervenuti ci sono stati Marco Fabbri, di Comacchio (perplesso sulla creazione di un centro Pma a Lagosanto), Diego Viviani, di Goro, sulla lontananza del comune dagli altri punti nascita quando sarà chiuso quello del Delta e Antonio Fiorentini, di Argenta, che ha chiesto alle due aziende «il mantenimento degli impegni assunti». Secondo il sindacalista della Uil Sanità, Enrico Franceschi, «la mobilità passiva delle due aziende ospedaliere non si è ancora modificata. I cittadini, cioè, continuano a non aver fiducia e a cercare servizi fuori provincia. La riduzione delle entrate da ticket dell’8%, come dichiarato dai dirigenti Asl, peggiora le cose: i ferraresi si curano di meno o si rivolgono al privato». Nicola Zagatti (Comitato del Delta) si è detto «stupefatto per il voto favorevole del sindaco Maria Teresa Romanini (Lagosanto) a favore del centro Pma al Delta, di fatto accettando che il punto nascita sarà chiuso».
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