Pasto scolastico da casa Ora è scontro politico
Bocciato l’impegno a garantirlo in un anno, M5s: proteggono l’appalto Cir Cauta apertura della Regione: le nostre linee guida già garantiscono scelte sane
Il pasto da casa al posto della mensa scolastica è diventato un caso politico. Ad alimentarlo a Ferrara è il Movimento 5 stelle che ha presentato un ordine del giorno nello scorso consiglio comunale per rendere disponibile entro un anno la scelta alle famiglie, se l’è visto bocciare e ha contrapposto questa posizione del Comune con l’apertura, invero piuttosto cauta, che quasi in contemporanea la Regione ha mostrato sullo stesso argomento. «Per il Pd il termine di un anno per adeguare le nostre scuole alla sentenza della Corte d’appello di Torino è troppo stringente, ma se ci fosse la volontà politica sarebbe sufficiente - tuonano i 5 stelle - Per la sicurezza alimentare, basterebbe che ogni alunno mangiasse esclusivamente ciò che è suo, senza distribuire ai compagni il proprio cibo. E sarebbe compito degli insegnanti controllare che questo passaggio non avvenisse». I pentastellati sospettano di mosse dilatorie della maggioranza, «così non si mette minimamente in discussione l’appalto ultradecennale della Cir...», e brandiscono appunto la risposta del sottosegretario regionale Andrea Rossi ad un’interrogazione in materia del consigliere Andrea Bertani. «La recente sentenza della Corte d’appello di Torino ha stabilito che i genitori hanno libertà di scelta tra refezione scolastica e pasto portato da casa - riconosce Rossi - I bambini possono consumare a scuola il pasto portato da casa, la responsabilità della qualità igienica e nutrizionale di tale pasto è in capo ai genitori, mentre la scuola è impegnata a rendere possibile l’esercizio di tale diritto da parte dei genitori, secondo modalità compatibili con la propria organizzazione e quella dell’eventuale refezione-ristorazione scolastica». Il sottosegretario sembra poi indicare come esista già un quadro di regole entro le quali aprire a questa possibilità, «la Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata sui temi della ristorazione scolastica, al fine di assicurare adeguati standard sia igienico-sanitari sia nutrizionali. In particolare - si legge nella risposta all’interpellanza - le “Linee guida per l’offerta di alimenti e bevande salutari nelle scuole” (recepite nel 2012, ndr), costituiscono uno strumento concreto per la promozione di sane scelte alimentari in tutto l’ambiente scolastico e sono utili anche a orientare la scelta dei cibi portati da casa. Questo può avvenire integrando con ulteriori suggerimenti, rivolti ai genitori, nella scelta del pasto da consumare a scuola da fornire ai bambini».
L’Istituzione scuola, dal canto suo, aveva detto di essere disponibile a questa novità, ma di voler prima chiedere il parere dell’Asl sulle cautele di carattere sanitario. Bisogna vedere quanto ci vorrà. (s.c.)
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