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Un ‘motore’ pubblico per lo sviluppo

Un ‘motore’ pubblico per lo sviluppo

Piano Tagliani: due aree vaste e la Zona economica speciale, più 220 milioni di fondi. Novità data center e Ducato Estense

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La sollecitazione del consigliere economico di Palazzo Chigi, Luigi Marattin, di presentare al governo un progetto di riequilibrio territoriale post-terremoto Carife, è stato un assist per Tiziano Tagliani. «È l’unica cosa che condivido del discorso di domenica di Marattin» è la battuta con la quale il sindaco-presidente della Provincia, che comunque sulle sorti della banca ha ribadito «preoccupazione» e «vicinanza totale a sindacati, Fondazione e associazioni», ha introdotto alla Consulta provinciale il suo piano a più fasi. Al centro della sua strategia ci sono le due aree vaste funzionali, con Modena più Bologna («firmeremo una convenzione con la città metropolitana» ha annunciato) per l’asse di sviluppo industriale e infrastrutturale, con il coinvolgimento della Sipro «che interessa Modena»; e la Romagna per il turismo, con Delta 2000 e la prospettiva del Parco interregionale. Poi c’è la novità di ieri, la Zona economica speciale: «La Zes è l’unica misura prevista dai trattati europei» ha detto Tagliani, prefigurando appunto una candidatura ferrarese.

Sullo sfondo gli oltre 220 milioni di euro d’investimenti pubblici nel quinquennio, tra i 142 milioni del Comune di Ferrara, i 42 del Mude post-sisma, i 15 del Meis e i 23 approvati due giorni fa al tavolo nazionale del Progetto Ducato Estense, dei quali 18 per gli edifici pubblici. A chiudere il cerchio ci sono i 5 milioni della Regione per costruire nell’ex Macello uno dei tre data center emiliani, a disposizione anche delle imprese private.

Dal giro di tavolo sono usciti commenti positivi a questa impostazione (approvata in sostanza la strategia delle doppia area vasta), sulla quale la Sipro, ha informato Silvia Pulvirenti, sta impostando il suo Documento strategico territoriale; e anche dubbi, soprattutto sulle Zes. «Ho perplessità per la parte operativa» ha detto Massimo Zanirato (Uil), «è dura, in Italia mi risulta esista solo a Gioia Tauro» ha detto ad esempio Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, che ha fatto risuonare l’allarme demografia («il Delta si sta spopolando») subito raccolto da Tagliani, «c’è un progetto regionale sulle Aree interne per contrastare le perdite di residenze»; dovrebbe rientrarci il Ferrarese da Copparo a Comacchio, ma non in maniera omogenea. La strategia di Tagliani è in linea con le otto priorità di recente espresse dalla Camera di commercio, «il rating della legalità Anac esclude le piccole imprese ferraresi - ha annotato il direttore Mauro Giannattasio - per questo immaginiamo una certificazione territoriale». Diego Benatti (Cna), dalla cui sollecitazione è partita la convocazione di ieri, è scettico sull’area vasta Romagna, «vedo il rischio di una perdita d’identità e coesione territoriale». Da Aurelio Bruzzo (Unife) è arrivata una grande spinta per la digitalizzazione del territorio, mentre Roberto Bonora (Unindustria) ha proposto di applicare le Aree di crisi industriale a Pmi Mizzana («un cimitero d’imprese»), petrolchimico e area Sipro. Chiara Bertelli (Legacoop) ha chiesto, come Zanirato, di non moltiplicare i tavoli (d’accordo l’assessore Caterina Ferri), indicando nella concorrenza sleale il principale nemico delle coop. «Per superare la crisi non usciamo dalle regole, come ci chiedono ogni tanto imprese anche rappresentate a questo tavolo» è l’avvertimento di Cristiano Zagatti (Cgil). E Marco Fabbri, sindaco di Comacchio, si è detto «spaventato» da nuovi contenitori, per lui basta e avanza il distretto turistico Costa, da allargare a tutta la provincia.

Appuntamento tra 2-3 mesi, ha chiuso Tagliani.

Stefano Ciervo

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