Il "sogno inglese" non tramonta con la Brexit
Per David Randall non è vero che l'Italia è passata di moda oltremanica, e gli italiani a Londra non hanno troppa nostalgia
FERRARA. L’amore fra Inghilterra e Italia ai tempi della Brexit. Ecco ciò di cui si è parlato oggi all’incontro svoltosi alla Sala Estense con gli ospiti Marco Mancassola, giornalista da poco appartenente alla redazione di Internazionale, David Randall, scrittore e da lungo tempo corrispondente della testata, e il moderatore e intervistatore Claudio Rossi Marcelli, famoso per la sua rubrica “Hello Daddy!”. Quest’ultimo ha aperto la conferenza parlando, a proposito della Gran Bretagna, di immigrazione e melting pot.
Randall ha definito la sua nazione come “una cultura e non come un DNA” perché i suoi abitanti sono essi stessi un misto di nazionalità e culture. Infatti egli si è paragonato ad un “cane meticcio”, mostrando invidia per il nostro “pedigree italiano”. In seguito si è parlato anche dell’immigrazione e dell’accoglienza in terra inglese: Mancassola ha definito gli italiani in Gran Bretagna “molto visibili”, a differenza delle altre comunità presenti, ad esempio i polacchi, i quali, pur essendo in maggioranza numerica, non vengono percepiti tanto quanto i nostri connazionali. Infatti questi ultimi avvertono come un limite “l’essere circondati” dai loro compaesani. Inoltre, alcune volte, a causa dell’accento, vengono fatti sentire inadeguati dagli anglosassoni. Allo stesso tempo gli inglesi non avvertono la stessa difficoltà a vivere con altre culture.
Ma quali sono, “i veri pregiudizi e i miti diffusi sui Britannici?" Randall risponde definendo i suoi connazionali “orrendi”, confermando la freddezza e il distacco tipicamente inglesi, sebbene lui sia caloroso alla “maniera italiana” con la sua famiglia e gli amici. Rossi Marcelli ripropone la domanda, questa volta incentrata sui miti italiani, a Mancassola, che definisce la “guerra degli stereotipi” molto relativa.
Il tema della conferenza si è spostato, successivamente, sulle mete dei giovani inglesi, e sul fatto che l’Italia, da questo punto di vista, stia passando di moda. Randall nega che sia così, perché per lui i britannici hanno amato (fin dai tempi del “Gran Tour”) e ameranno sempre l’Italia. In seguito si è discusso delle coppie miste britannici - italiani, che sono state definite da Mancassola “complementari”.
Al termine le domande del pubblico, la prima delle quali era “Quali sono le conseguenze che la Brexit porterà nell’amore tra Inghilterra, Europa e Italia?”. Randall ha risposto sottolineando “che anche nel proprio paese non ci si sente così tanto a casa quanto si crede”. Ha poi aggiunto che, malgrado l’amore e la nostalgia di casa degli italiani quando sono a Londra, essi sono molto meno legati al proprio paese di quanto non credano. La minoranza della popolazione londinese ha compiuto scelte di vita nuove e diverse, stando al risultato del Referendum, mentre il resto della popolazione, ovvero la maggioranza, invece, non ha preso decisioni stabili e definitive. Concludendo, Randall ha ribadito come il “sogno inglese”, malgrado le incertezze e le paure che questo referendum ha comportato, sia però condiviso da tutti.
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