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L’addio a maternità fa discutere

di Marcello Pulidori
L’addio a maternità fa discutere

Lagosanto, rimpianti e malumori dopo l’annunciata chiusura del servizio all’Ospedale del Delta

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LAGOSANTO. Se anche la sindaca Maria Teresa Romanini si dice «dispiaciuta» e parla di «scelta presa a malincuore», vuole dire che l’annunciata chiusura del punto nascita dell’Ospedale del Delta di Lagosanto è di gran lunga l’argomento di cui in questi giorni si parla di più. La decisione assunta mercoledì durante la conferenza socio-sanitaria territoriale (decisione che prevede anche l’istitutuzione al “Delta” di un centro interregionale di Pma, Procreazione Medicalmente Assistita. Favorevoli tutti i sindaci presenti, unico astenuto Marco Fabbri di Comacchio) viene letta ed interpretata, ma soprattutto commentata, con accenti assolutamente opposti da cittadini e istituzioni. «Oltre che sindaco di Lagosanto sono anche una operatrice sanitaria - risponde la stessa prima cittadina - , a malincuore è stata assunta questa decisione, perché è improponibile proseguire il servizio (il riferimento è sempre al punto nascita; ndr) con i numeri che abbiamo a livello di sanità. Non mi riferisco soltanto ai 500 parti all’anno (numero minimo per il mantenimento del punta nascita), dai quali siamo ben lontani, ma anche alla sicurezza per le donne in gravidanza». La Romanini riconosce che si tratterà di una perdita ma si dice anche «serena in coscienza» in merito a quanto deciso. «Un bacino potenziale di utenza di oltre 80mila persone non poteva e non doveva perdere questo servizio - dice invece Nicola Zagatti presidente del comitato salvaguardia dell’Ospedale del Delta - , è una grandissima perdita, che segue altre perdite come la pediatria chiusa nel 2013 - prosegue Zagatti - e che significa che le donne di questo vastissimo territorio dovranno andare a partorire a Cona. Senza tenere conto che, al contrario, molte donne, per questioni geografiche, sceglieranno, ad esempio, l’ospedale di Porto Viro (in provincia di Rovigo). Per chi ha preso queste decisioni decideranno i cittadini e la storia», chiude lapidario Zagatti. E critico è anche Manuel Masiero, ex sindaco facente funzione, oggi segretario comunale del Pd laghese: «Sicuramente perdere il punto nascita di Lagosanto sarà un impoverimento dell’Ospedale del Delta. Sarà anche il frutto di scelte sbagliate effettuate in passato - prosegue l’ex sindaco - . Quello che dovrà essere rispettato sarà anche un criterio di reciprocità: se le regole valgono qui a Lagosanto, dovranno valere anche nel Veneto, penso agli ospedali di Adria e Chioggia».

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