La Nuova Ferrara

Ferrara

conferenza e polemiche

«La famiglia non è omofobia»

Una promotrice: un piccolo incidente pretesto per accuse inaccettabili

2 MINUTI DI LETTURA





CENTO. «Terribile e pericoloso che una conferenza che intende parlare della ricchezza della famiglia e trova ispirazione nei valori della nostra tradizione cristiana, venga tacciata di omofobia». Non accetta etichette, Giovanna Bonazzi, referente del circolo la Croce Vicariato di Cento che ha dato il patrocinio, assieme a diverse altre organizzazioni pro life, alla conferenza “Famiglia: creazione dell'uomo o progetto di Dio?”, organizzata dalla Zona pastorale di Cento. «Sono sdegnata - sottolinea la Bonazzi - per il violento e inaccettabile attacco alla serata, inspiegabilmente definita come omofoba». Una stigmatizzazione che «ritengo offensiva nei confronti degli organizzatori e del relatore, l'avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita e segretario del Popolo della Famiglia, personaggio stimato per il suo impegno nel campo della bioetica che si batte da anni, con sacrificio e rischio personale, per un impegno sociale improntato ai valori della vita, della giustizia, della verità e della fede, in difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta». Per la referente del Circolo la Croce Vicariato di Cento, si è preso «a pretesto un piccolo incidente di percorso riguardante la richiesta di patrocinio del Comune di Cento, per arrivare a esprimere un giudizio negativo su un'iniziativa, da cui persino si invoca la presa di distanza». Non capendo come un'iniziativa sulla famiglia possa essere etichettata come omofoba, Giovanna Bonazzi precisa: «Oggi in Italia su un concetto pericolosamente manipolabile qual è quello di “omofobia” si sta costruendo l'impalcatura di una micidiale strategia propagandistica ideologica. Così si è voluto colpire e denigrare una iniziativa, voluta dalle parrocchie di Cento, per parlare della bellezza della famiglia vista come cellula prima della società, composta di uomini, donne e bambini, di mamme, papà e figli e del dovere di ognuno di noi di adoperarsi per custodirla e proteggerla dagli attacchi giornalieri a cui assistiamo spesso impotenti». E nel respingere ogni etichetta, Bonazza rileva che «vengono così calpestate le libertà di pensiero, di fede ed espressione, che dovrebbero invece caratterizzare una società democratica come la nostra dovrebbe essere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google