Truffavano anziani fingendo di essere avvocati e carabinieri, nove arrestati
Procura e carabinieri (quelli veri) hanno incastrato la banda: tutti napoletani che dal Sud colopivano in mezza Italia anche a Ferrara
FERRARA - Finalmente li hannno scoperti e arrestati, i truffatori - almeno una parte delle bande in azione - che hanno terrorizzato anziani a Ferrara e in mezza Italia: i falsi, avvocato Molinari e maresciallo Primo, come si presentavano alle loro vittime. Perchè truffavano persone anziane usando il sistema della «cauzione» da pagare per il rilascio di un parente fermato dopo un incidente stradale, e con questa tecnica avevano realizzato, o in alcuni casi solo tentato, 43 colpi in tutta Italia e anche a Ferrara, incassando in media, quando il raggiro riusciva, tra i 1.000 e i 1.200 euro.
Il loro business è però stato smantellato nelle prime ore di questa mattina , venerdì 30 settembre, quando a Napoli i carabinieri di Bologna, supportati dai colleghi campani, hanno eseguito nei confronti di nove persone un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip bolognese Ines Rigoli per associazione a delinquere. In quattro sono finiti in carcere, altri quattro sono ai domiciliari, mentre il nono componente della banda si trova all'estero ed è ancora ricercato. Oltre a loro sono indagate 12 persone, coinvolte a vario titolo nelle truffe.
La tecnica sempre al stessa: uno di loro, che si presentava come 'avvocato Molinari’, telefonava alla vittima dicendole che il figlio era trattenuto in caserma dopo un incidente perchè privo assicurazione, e che doveva pagare una cauzione, altrimenti il figlio avrebbe rischiato il carcere. Il finto avvocato diceva poi di chiamare i carabinieri, fornendo un numero falso. Allora la vittima chiamava, ma il truffatore rimaneva in linea; il tutto nel lasso di tempo di un minuto durante il quale la vittima credeva di chiamare la casaerma, ma in realtà chiamava la stessa utenza, e le rispondeva il sedicente 'maresciallo Primo’, che confermava la storia. A questo punto la vittima richiamava il legale, che le diceva che avrebbe mandato qualcuno a ritirare i soldi, cosa che avveniva dopo pochi minuti.
Dalle indagini, svolte tra gennaio e aprile, e coordinate dal pm di Bologna Marco Forte, è emerso che la banda, che aveva la propria base operativa a Napoli, si divideva in due 'batterie’. C'erano una cellula di telefonisti (normalmente tre persone), che dal capoluogo campano «individuavano le potenziali vittime consultando siti come paginebianche.it o inelenco.com, che forniscono numeri e indirizzi, per poi contattarle spacciandosi per avvocati e carabinieri».
E una di 'emissari’ presenti sul territorio: di solito due persone scelte tra i componenti più giovani, incaricati di fare i sopralluoghi e di riscuotere le cauzioni. Altri filoni di indagine saranno portati avanti dalle procure delle altre città in cui si sono consumate le truffe, tra cui, in Emilia-Romagna, Ferrara, Modena e Parma.
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