Tutti insieme contro l’atassia Fondazione Acaref e Unife
L’unione delle idee, dei progetti e delle risorse per arrivare a rallentare e sconfiggere l’Atassia spinocerebellare di tipo I (Sca1), una malattia degenerativa rara e incurabile che toglie...
L’unione delle idee, dei progetti e delle risorse per arrivare a rallentare e sconfiggere l’Atassia spinocerebellare di tipo I (Sca1), una malattia degenerativa rara e incurabile che toglie gradualmente ai malati la capacità di muoversi ed ha sempre un decorso negativo. Se ne è parlato nel corso della tavola rotonda “Il futuro della ricerca sull’atassia – idee e progetti” organizzata dalla Fondazione Acaref e dall’Università di Ferrara che ormai da diversi mesi lavorano in stretta collaborazione e hanno dato vita a Ferrara a una vera e propria task force della ricerca sulle sindromi atassiche. Perché per sconfiggere una malattia ancora poco conosciuta – in Italia si stima che i malati siamo 5.000 - serve, appunto, la forza delle collaborazione e dell’impegno quotidiano tra diversi soggetti: le Fondazioni e associazioni che si occupano di raccogliere fondi per la ricerca, i diversi istituti di ricerca che hanno lavorato sinora sull’atassia e quelli che ci lavoreranno d’ora in avanti come l’Università di Ferrara , giovani ricercatori interessati ad approfondire un ramo ancora poco esplorato della ricerca e l’Ospedale Sant’Anna con il suo dipartimento di neurologia e genetica. Alla tavola rotonda erano presenti davvero tutti i rappresentanti di questa task-force: Roberto Gambari - direttore del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell'Università di Ferrara (Sveb); Peggy Carla Raffaella Marconi, responsabile di sezione di Microbiologia e patologia applicata del dipartimento dello Sveb; Alfredo Brusco, dottore di ricerca dell'Università di Torino; Valeria Tugnoli, direttrice Unità Neurologia Sant'Anna di Ferrara; Anna Maria Litani, presidentessa Aisa Onlus nazionale (associazione Italiana per la lotta contro le sindromi atassiche); Silvio Sivieri, presidente Aisa Ferrara e Giampietro Domenicali, presidente della Fondazione Acaref. Ed è stato proprio Giampietro Domenicali ad aprire la tavola rotonda presentando Francesca Salvatori, la ricercatrice titolare del progetto di ricerca all’Università di Ferrara che si occuperà di vagliare – guidata da Peggy Marconi ed aiutata da alcuni giovani studenti e ricercatori - le diverse strade aperte della ricerca e a continuare su più fronti senza tralasciare alcuna possibilità intentata.
In particolare l’obiettivo è quello di bloccare, a livello genetico, la proteina tossica collocata nel cervelletto che fa morire gradualmente le cellule sane e provoca, appunto, gravi forme di atassia.
Un obiettivo importante per un progetto che potrebbe portare, nei prossimi anni, a rallentare per poi bloccare definitivamente la malattia.
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