La Nuova Ferrara

Ferrara

Crollo al mercato, accuse ridotte

Crollo al mercato, accuse ridotte

Comacchio. Il proprietario era imputato di disastro colposo, ma il reato si estinguerà con una sanzione

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. Era arrivato al processo con un fardello molto pesante sulle spalle, un’imputazione per disastro colposo. La stessa, per intenderci, contestata per la tragedia di Viareggio. L’accusa nei suoi confronti era stata formulata per un fatto dalle conseguenze infinitamente meno gravi: il crollo, nel luglio del 2013, di un edificio abbandonato di sua proprietà, in via Zappata a Comacchio. Un episodio che aveva creato timore e trambusto, perché quella massa di mattoni e legno si era riversata un mercoledì mattina nel parcheggio attiguo, dove il mercato era in pieno svolgimento. Tutto, per fortuna, si era risolto con un bello spavento e due persone leggermente contuse; ma per il proprietario, Adolfo Mezzogori, le conseguenze giudiziarie erano state molto più pesanti, con la formulazione di un grave capo di accusa. Accusa che ieri in tribunale si è notevolmente ridimensionata, ed è stata derubricata in “omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina”, come richiesto dal suo avvocato difensore, Alessandro Pierotti, che ha inoltre inoltrato domanda di oblazione. Il giudice Marini ha accolto la richiesta e il reato, a fine ottobre, sarà estinto con il pagamento di una sanzione di 450 euro. «Il mio assistito - spiega l’avvocato Pierotti - aveva comprato quell’immobile dieci anni prima del crollo, ma non aveva mai ricevuto alcuna ordinanza di messa in sicurezza. In ogni caso, si era già attivato autonomamente recintando l’area, ponendo dei rinforzi e alleggerendo il tetto. Per diversi anni, inoltre, aveva fatto domanda al Comune per poter demolire l’edificio e ricostruire, ma la richiesta era sempre stata respinta per ragioni estetiche, salvo poi essere approvata sette giorni dopo il crollo. Per questo l’accusa di disastro colposo, tantopiù in presenza di due feriti lievi, appariva a nostro parere sproporzionata. Il giudice ha accolto la nostra richiesta di oblazione, e la sanzione pecuniaria estinguerà il reato».

Alessandra Mura

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google