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Incastrato grazie alle richieste della procura fatte a Facebook

L’indagine è partita a fine agosto, un mese e poco più. Il legale ringrazia gli inquirenti, procura e carabinieri, che hanno subito circoscritto il problema, che hanno subito attivato Facebook....

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L’indagine è partita a fine agosto, un mese e poco più. Il legale ringrazia gli inquirenti, procura e carabinieri, che hanno subito circoscritto il problema, che hanno subito attivato Facebook.

Grazie alle richieste - con tanto di decreti dei giudici - Facebook ha risposto dando indicazioni sulle tracce che portavano a chi contattava la donna ricattata. Tracce del profilo falso di Rita Mazzini riconducibili al perito informatico. Due utenze mobili, che lui usava per dialogare su Facebook con l’ex amante. Tutte e due di sua proprietà, una di queste quella del cellulare, quella che usava e aveva in tasca al momento dell’arresto. Facebook sta facendo fronte a richieste di autorità giudiziarie con nuove procedure. Per accelerare i tempi, si invia la richiesta ad una piattaforma specifica che la compagnia di Palo Alto ha aperto dove depositare le richieste giudiziarie, indicando il reato da perseguire. Poi seguendo le tracec, vengono forniti nomi degli indizzi Ip. Questa volta per l’estorsione, ma attenti, utenti di Facebook: per la diffamazione i controlli sono stati potenziati, la piattaforma si sta allargando.

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