Primi rimborsi già nei conti correnti
Paterna (Fitd): crescono le liquidazioni ferraresi, ristori a tutti. Federconsum: ora i casi complicati
I primi rimborsi per gli azionisti azzerati di Carife sono già arrivati, direttamente nei conti correnti dei beneficiari, e «in quest’ultimo scorcio di tempo, le liquidazioni riferibili a clientela della Cassa di Ferrara sono particolarmente cresciute di numero». L’informazione arriva da Salvatore Paterna, vicedirettore del Fondo interbancario, l’istituzione che sta curando l’operazione rimborsi automatici all’80%. La conferma indiretta viene da Roberto Zapparoli, di Federconsumatori, «siamo effettivamente a conoscenza di alcuni rimborsi già effettuati, da parte di risparmiatori che hanno presentato la domanda da soli o coadiuvati da legali». I rimborsi sono quindi effettivamente partiti anche per i ferraresi, dopo «una prima fase in cui prevalevano le richieste d’indennizzo riferibili alla Popolare dell’Etruria - è sempre Paterna a spiegarlo - pervenute per prime in blocco, tramite studi legali delegati, le liquidazioni ora riflettono proporzionalmente le quantità di clientela delle quattro banche». È un programma informatico a gestire i tempi delle liquidazioni, che rispecchiano l’ordine di priorità nel ricevimento delle istanze. «Il numero del tutto trascurabile delle pratiche oggetto fin qui di rigetto fa presumere che, alla fine, tutti gli obbligazionisti aventi teoricamente diritto saranno rimborsati» è il calcolo rassicurante del Fitd.
Su questo scenario positivo pesa però un’incognita, che Zapparoli s’incarica di esplicitare: «Le prime pratiche presentate sono le più semplici, quelle che non richiedevano interpretazioni particolari del regolamento. Tra coloro che invece si sono rivolti a noi, circa 900 bondisti, stiamo riscontrando una presenza massiccia di pratiche complicate, a causa di cointestazioni, eredità e altre situazioni particolari. Come noto, il Fitd sta dando un’interpretazione particolarmente restrittiva della norma che esclude tutti quanti non hanno comprato direttamente dalla banca. Bisogna vedere dunque come si comporterà quando arriveranno anche le domande complesse, che calcoliamo in un buon 50% del totale da noi istruito».
Federconsumatori conta di inviare la prossima settimana le prime domande al Fitd e si è tarato per lavorarne un centinaio alla settimana. Ritmo che rischia di essere insufficiente, con la scadenza del 3 gennaio 2017 ad avvicinarsi rapidamente: «In effetti più di 2 dei 6 mesi concessi dalla legge sono passati in chiarimenti e dilazioni, per cui stiamo cercando di ottenere una proroga» annuncia Zapparoli. Il 22 ottobre in programma una manifestazione delle assoconsumatori.
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