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«Se non paghi diffondo i tuoi video-hard»

«Se non paghi diffondo i tuoi video-hard»

Un perito informatico, l’ex amante di turno, ricattava la donna con un trucco: finito in manette per estorsione, oggi dal gip

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Da mesi la ricattava, minacciando di divulgare video-hard dei loro rapporti sessuali, extraconiugali. Da mesi, la donna pagava per impedire di far finire quei video sui canali porno, come minacciava il suo ricatatore, l’ex amante. Tutto è finito bene, però, per lei - una liberazione - perchè giovedì scorso all’ennesimo scambio di soldi, la donna ricattata si è presentata con banconote segnate e i carabinieri che la assistevano. E hanno arrestato l’uomo: C.B., 37 anni, perito informatico del Copparese è finito in manette per estorsione continuata e aggravata ed ora è agli arresti domiciliari decisi dal pm Giuseppe Tittaferrante, in attesa della convalida fissata oggi davanti al giudice. Ad incastrare C.B. sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Ferrara, che hanno indagato a fondo - con accessi anche ai domini Facebook - scoprendo la doppia identità dell’uomo. Perchè in realtà il ricatto era più che congegnato: lui infatti dopo aver interrotto la relazione che i due avevano avuto (finita nel 2014), quasi 2 anni dopo, a maggio, si rifà vivo con l’ex amante facendole credere di essere entrambi sotto il ricatto di una donna. Facendosi consegnare dalla donna metà del denaro richiesto, promettendo che avrebbe versato poi lui la somma intera ad una fantomatica ricattatrice. Che si era presentata con tanto di nome: Rita Mazzini, inesistente, come il codice fiscale dato a prova della sua identità falsa durante questa tormentata vicensa, così come era inesistente che fosse un’impiegata della Prefettura, come diceva di essere. In realtà Rita Mazzini non era altro che lui, il perito informatico copparese che aveva aperto un profilo con quel nome, e che aveva intrecciato una amicizia via Facebook con la donna e poi aveva cominciato a ricattarla. In un momento particolarmente vulnerabile, visto che si stava separando.

Veri, e non falsi, era i video-hard che il perito informatico - non si sa bene nè come, quando e perchè, forse premeditando già il ricatto - aveva registrato all’insaputa di lei, durante i rapporti sessuali che avevano, extraconiugali. Proprio per questo il ricatto era riuscito: per la paura che venissero diffusi o recapitati al marito della donna e alla sua famiglia. Così, dopo essere stata convinta-costretta, la donna da maggio ad oggi ha sborsato 9500 euro, tramite Postepay (ritenendo di darli direttamente a Rita Mazzini) e in contanti, direttamente all'uomo, scambiandoli nei punti di incontro a Codigoro, luogo casuale che nulla a che fare con loro due. Ma la donna, sia dal punto di vista psicologico che economico e con la paura che diventasse di dominio pubblico quell’aspetto privatissimo, non riusciva più a sostenere tutto questo. Grazie ad un avvocato, Gian Luigi Pieraccini, ha presentato una denuncia circoscritta per fatti e dettagli, ma lei, non immaginava - nè sospettava - minimamente che ci fosse il suo ex amante dietro questo ricatto. Credeva fosse quella Rita Mazzini, prima grande amica su Facebook, poi sua aguzzina. Lei, che nella vita si sdoppia come estetista e impiegata part-time per “far campare” la famiglia con figli (dopo essersi separata) non era più in grado materialmente di far fronte alle richieste di denaro. E allora, lui, per confonderla, le diceva: «Non ti preoccupare, te li presto io i soldi, li anticipo». Dopo la denuncia, procura e carabinieri hanno attivato indagini per verificare chi avesse il possesso dei filmati. Ed hanno scoperto, a sorpresa, che Rita Mazzini era il perito, ex amante: prima lo hanno arrestato venerdì con i 200 euro segnati, consegnati dalla donna. Poi in casa gli hanno trovato le prove: computer e chiavette Usb. Dentro i video, che verranno distrutti.

Daniele Predieri

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