Tre Comuni uniti per dire no alle trivellazioni
Argenta, Portomaggiore e Ostellato affilano le “armi” Il municipio: assurdo deturpare aree tutelate dall’Unesco
ARGENTA. Sulle cosiddette trivelle, il Comune ha già detto no a squarciagola. A chiare lettere lo ha scritto con una nota dei giorni scorsi ma nell'attesa, che cosa pensa di fare la giunta del sindaco Antonio Fiorentini? Rimanere a guardare?
Certo non è il massimo in quanto di fronte alla richiesta formale depositata al ministero dell'ambiente per l'avvio della procedura di valutazione d'impatto ambientale per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi in un sito di circa 83 km quadrati, un'area che interessa Comacchio, Argenta, Alfonsine, Portomaggiore e Ostellato, bisognerà affilare le armi e farsi trovare pronti per controbattere. Da quanto risulta è ciò che sta facendo. Da quanto risulta, in vista della conferenza dei servizi, un tavolo tecnico ben preciso dove Argenta sarà in pole position, l'esecutivo argentano sta già preparando una corposa documentazione pronta per essere "sparata" contro le trivelle. Non solo, nella prossima riunione dei componenti dell'Unione "Valli & Delizie" di cui fanno parte proprio tre (Argenta, Portomaggiore e Ostellato) dei comuni interessati alle trivelle, verrà varata un'apposita delibera indispensabile per motivare e contrastare l'ok alla possibile autorizzazione all'estrazione di idrocarburi. All'insegna poi della trasparenza ed informazione, la giunta del sindaco Antonio Fiorentini, ha già in mente un'assemblea da tenersi ad Anita, la zona più vicina all'insorgenza delle trivelle.
Insomma, agli "occupanti" del Palazzo di piazza Garibaldi, ad Argenta non va proprio giù che si trivelli un sito che in parte fa già parte della riserva della bio-sfera e in parte si sta scommettendo per il suo allargamento al patrimonio Unesco. «Pensare di poter essere indifferenti a una richiesta così invasiva - è stata la prima motivazione del no del comune di Argenta -, in controtendenza anche a quella che dovrebbe essere una strategia energetica di prospettiva, fondata cioè sull'investimento nel campo delle energie rinnovabili, coerentemente con un graduale transizione dagli idrocarburi a queste, non è possibile». (g.c.)
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