«Carife a chi è capace di fare banca»
Ferrara, i sindacati locali e nazionali: dipendenti a -30%, costi di poco superiori ai ricavi. Strumentali le notizie sulla liquidazione
FERRARA. Nuova Carife sarà venduta e i lavoratori non verranno licenziati. Queste le convinzioni dalle quali partono i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, fatti convergere ieri a Ferrara da Roma, per intervenire in questa delicatissima fase di chiusura delle trattative sulle good bank, dopo aver incontrato l’altro pomeriggio i rispettivi amministratori delegati.
«Non sappiamo chi sia l’interlocutore seduto al tavolo di Carife, certi particolari non vengono divulgati anche se un maggior tasso di trasparenza servirebbe - ha detto Giovanna Tripodi, della segreteria nazionale Fisac Cgil - Ci è stato comunicato che la commissaria Ue, Vestager, ha concesso una dilazione per concludere le trattative e che c’è il controllo della Bce su eventuali aumenti di capitale per le acquisizioni. Certo i lavoratori Carife non saranno licenziati, ma l’occupazione complessiva in banca e nell’indotto rappresenta per il futuro un punto interrogativo, come gli impegni dell’acquirente sul territorio e la determinazione del prezzo. E sarebbe bene concludere prima del 30 novembre». I sindacati, che si sono presentati unitariamente in una Sala dell’Arengo messa a disposizione su due piedi dal Comune, guardano già al dopo, cioè al confronto con il nuovo interlocutore, «auspichiamo uno o più soggetti capaci di fare banca, una proprietà strutturale che tenga presente il territorio» è sempre Tripodi a parlare, ma tengono a mettere qualche paletto.
«Il troppo lungo commissariamento non ha aiutato quest’azienda a migliorare, ma i dipendenti saranno calati del 30% a fine 2016» ha detto Alessandro Spaggiari, “nazionale” della First Cisl, che forse aveva letto l’uscita di Luigi Marattin, consigliere economico di Palazzo Chigi, sui «non pochi dipendenti, 900» della banca. Sempre Spaggiari ha fatto poi riferimento «a cifre sparacchiate a caso», senza specificare da chi, sul cost income Carife, che è il rapporto tra costi operativi (lavoro, «ma anche le prebende significative degli amministratori» ha rilevato Maria Teresa Ruzza, della Uilca nazionale) e ricavi: «Non è al 275%, che non esiste per un’azienda, ma molto al di sotto, diciamo 130-135%. Quando è iniziato il travaglio era al 58%. Ai dipendenti non si possono chiedere miracoli anche perché dovrebbero pure fare giornate di solidarietà, ma allora nemmeno si aprirebbero gli sportelli perché non c’è personale».
A proposito di falsità, Nicola Cavallini (Fisac Cgil), a nome dei sindacati aziendali, ha bollato come «notizie strumentali» le ipotesi di liquidazione “dolce” fatte circolare nei giorni scorsi, «le prospettive della banca non sono legate a nulla di esiziale».
Partendo da questo, i sindacati si dicono «pronti a trattare con chiunque arrivi», anche se di preferenze ne hanno, ovviamente. Anzitutto «auspichiamo una soluzione a breve, questa agonia non la regge nessuno» ha sottolineato Spaggiari, «la velocità è importante» ha rincarato la dose Vincenzo Fratta (Ugl credito nazionale). Poi si augurano che «non venga presa la strada dello spezzatino (vendita di asset e sportelli, ndr), o dello spezzatino dello spezzatino», e che «il partner sia bancario, se fosse finanziario sarebbe un po’ difficile sposare le logiche di banca territoriale: i capitali vogliono redditività» è il ragionamento dell’esponente First Cisl. L’intervento del Fitd? «Sempre il sistema bancario dovrebbe finanziarlo, sarebbe una soluzione residuale in caso non arrivasse la vendita» dice Tripodi.
Perché circola l’idea che Carife sia la più difficile da piazzare delle 4 banche? Non dipende dall’appetibilità della cassa o della provincia, «Carife è poco integrabile con i territori delle altre tre» ragiona Tripodi, mentre per Spaggiari «pesano anche logiche di equilibrio territoriale, con la Toscana ad avere diversi problemi da risolvere e l’Emilia che ha una sola banca e mezzo con la testa qui. Cariparma? Ottimo gruppo, controllato dall’estero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
