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«Non ci sono soldi» La Garzaia perde il centro di recupero

«Non ci sono soldi» La Garzaia perde il centro di recupero

Tanti problemi da quando la gestione è passata alla Regione I responsabili: non era più possibile proseguire così

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CODIGORO. Con circa 800 animali soccorsi a livello provinciale ed almeno 400 animali transitati per ricovero e cure (dati 2015), nel centro di recupero della Fauna Selvatica operativo all’interno della Garzaia di Codigoro, la Lega Italiana dei Diritti degli Animali (Lida), ha garantito un prezioso e qualificato servizio di soccorso e gestione delle emergenze veterinarie. Ma da ieri il servizio non è più effettuato. Così si è chiuso mestamente un’importante periodo di attività in cui la tutela e la salvaguardia degli animali, soccorsi non solo nel territorio del Delta del Po, erano assicurati dai volontari della sezione ferrarese Lida in modo continuativo ed efficiente. Il motivo della chiusura traumatica del centro è esclusivamente di carattere economico. Per questo, i dirigenti nazionali e provinciale di Lida, Stefano ed Andrea Melotti, hanno indetto ieri una conferenza stampa, presso la sede del centro in Garzaia alle porte di Codigoro, per illustrare le motivazioni di questa decisione drastica e definitiva.

Portata a conoscenza delle istituzioni pubbliche competenti lo scorso 24 settembre, senza che alcuna si sia degnata di rispondere eccetto il Comune di Codigoro.

«Certo a noi spiace che questa decisone per Codigoro sia una perdita di immagine - ha detto Stefano Melotti - ma non potevamo fare altro finanziariamente. Tanto che, finora ho dovuto versare personalmente 1.200 euro per garantire un minimo di operatività del servizio e siamo ancora in attesa del saldo al 30 giugno, data di scadenza della convenzione in essere». Infatti, il problema economico si è manifestato in tutta la sua urgenza quando la competenza sulla gestione anche di queste attività, dalla Provincia è stata attribuita alla Regione. Che ha disposto di pagare i rimborsi solo a consuntivo e per degenze di animali ricoverati non superiori a 5 giorni. Perché, ha continuato Melotti, «oltre al ritardo dei finanziamenti, sono state rilevate queste difficoltà anche nella gestione concreta del centro per la modifica non congrua dei tempi di ricovero degli animali». Mentre Andrea Melotti ha sottolineato che «in questi due anni, Lida ha gestito al meglio il servizio di recupero della fauna selvatica, con attrezzature e mezzi dedicati, per una spesa annua di circa 15mila euro, assicurata dalla Provincia». Però, ha continuato, «la convenzione è scaduta lo scorso 30 giugno, mentre siamo in attesa di rimborso da ottobre 2015. Abbiamo tirato avanti fino ad oggi (ieri per chi legge, ndr), finanziando direttamente l'attività, ma così non possiamo andare più avanti».

Piergiorgio Felletti

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