Pompieri in via Rambaldi per un fuoco “molesto”
Ancora attriti tra una famiglia e altri residenti, che ieri hanno chiamato Ilaria Morghen (M5S). «Sono diventata l’intermediaria tra loro e le autorità»
Ieri mattina i vigili del fuoco sono di nuovo intervenuti in via Rambaldi. Stavolta non come un mese fa per prendersi cura del gatto Poirot - che è uno degli oggetti della discordia tra chi lo ospita in casa e alcune famiglie che abitano nei caseggiati vicini - ma per spegnere un fuoco e disperdere l’acre fumo che infastidiva. Alla base vi sono sempre i deteriorati rapporti tra la famiglia del gatto e altre famiglie che in questi mesi si sono mosse anche a suon di denunce, che ora formano un vero e propio dossier messo a punto dall’avvocato Patrizia Micai e inviato alla Procura qualche mese fa. L’incendio non era un granchè, poco più di un focherello sviluppatosi in una rimessa sul retro dell’abitazione; i vigili del fuoco non hanno dovuto penare per spegnerlo, c’è voluto di più per ventilare e disperdere il denso fumo. Erano intervenuti anche il giorno prima per un episodio analogo: un fuoco acceso senza autorizzazione.
Ieri mattina verso le otto a chiamare i vigili del fuoco non sono stati i vicini arrabbiati e affumicati, ma Ilaria Morghen, la consigliera comunale M5S alla quale alcuni vicini si rivolgono per cercare udienza e aiuto. «Mi chiamano a tutte le ore, anche di notte, ormai devo fare da tramite fra loro e le forze dell’ordine. Anziché chiamare le autorità chiamano me - dice Morghen -, su via Rambaldi ho ormai un filo diretto anche con il prefetto. Intanto le molestie continuano».
Il problema di via Rambaldi resta però senza una soluzione. Al di là delle ragioni e dei torti, è il livello di reciproca sopportazione che è giunto al limite. I tentativi di mediazione - messi in atto anche dai carabinieri, oltre che dal Comune - sono caduti nel vuoto. Nella strada non tutti sono schierati contro la famiglia del gatto Poirot. C’è chi sostiene che la situazione stia degenerando anche a causa delle eccessive pressioni e dalla scarsa tolleranza delle altre famiglie che lamentano minacce e comportamenti molesti. Il risultato è che ormai ogni fatto - più o meno rilevante, più o meno molesto - che vede protagonista volontaria o involontaria la famiglia messa “sotto osservazione”, viene segnalato per richiedere l’intervento della forza pubblica. A suo modo la vicenda nata attorno al gatto Poirot - che in fondo è l’ultimo dei problemi - rappresenta molto bene quanto siano incrinati e alterati i rapporti. In via Rambaldi (e sui social media) molti ritenevano che il gatto - divenuto una specie di mascotte del quartiere - dovesse essere in qualche modo liberato. Un mese fa, mentre la famiglia era stata scortata fuori casa dalle forze dell’ordine per un accertamento medico-psichiatrico che non ha rilevato nulla di patologico, i vigili del fuoco sollevarono la zanzariera dietro la quale era raggomitolato Poirot: il gatto non si lasciò prendere, si lanciò invece fuori dalla finestra con un balzo di alcuni metri, sparendo alla vista. Nel frattempo è tornato a casa, dalla quale entra e esce come fanno tutti i gatti del mondo. Il micio, almeno lui, una sua normalità di vita sembra averla recuperata.
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