Dirigente a processo per abuso d’ufficio
Guai per l’impianto di Ca’ Leona: Mastella (Provincia) prima autorizzò la voltura ad un Consorzio, poi la scorporò per 4 ditte
Oltre a produrre energia elettrica dal sole, l’impianto fotovoltaico di Cà Leona, legato al fallimento della Spal 1907 di Cesare Butelli, fornisce copiosamente, da anni, lavoro a magistrati e avvocati, in almeno 6 tra processi e inchieste giudiziarie sparsi tra Ferrara, Bologna, Brescia e Roma.
Ultimo ma non ultimo. L’ultimo processo di cui si è venuti a conoscenza vede imputato Massimo Mastella, dirigente dei Lavori pubblici della Provincia di Ferrara, rinviato a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio ai fini patrimoniali per il 17 novembre prossimo: Mastella dovrà presentarsi in tribunale per chiarire i motivi per cui la Provincia stessa, prima autorizzò la volturazione dell’impianto a carico di un unico soggetto, il Consorzio Energia Futura (anno 2011) mentre, poi, nel 2014 (a firma di Mastella) autorizzò di nuovo la suddivisione in 4 distinte volturazioni alle imprese consociate: Ferrara Energia (legale rappresentante Luca Turra), Global Consulting (Tommaso Franzini), Tunve Energy (Andrea Venturelli) ed Europesun (Luca Garioni).
Incentivi del Gse. Le singole aziende avrebbero così ottenuto gli incentivi del fotovoltaico dalla Gse (Gestore Servizi Energetici, spa controllata ministeri Economia e Finanze), che invece sarebbero dovuti essere attribuiti, come condizione fondamentale, solo al Consorzio. Ma si tratta solo di un aspetto formale violato, oppure di altro? Procura e Guardia di finanza di Ferrara, durante le lunghe indagini, tra Ferrara e Roma dove ha sede il Gse, hanno valutato che quegli incentivi non erano dovuti e li hanno fatti diventare un processo, oggi trasferito per competenza (le aziende sono bresciane) per truffa aggravata alla Gse e falsi all’Ufficio dogane che partirà a Brescia il 9 novembre.
Carrellata di guai. Ma non finiscono qui, i guai giudiziari: i 4 titolari delle aziende citate, nel pasticcio che produce energia e processi, sono anche indagati (proroga indagini di settimane fa) per bancarotta dissipativa, in concorso con Cesare Butelli e Remo Turra, titolare del Gruppo Turra Energia di Brescia che ha realizzato e gestito il parco fotovoltaico.
Impianto svenduto. Secondo l’ipotesi, Butelli, nella necessità di cedere l'impianto fotovoltaico - Federcalcio bocciò la sua idea di autofinaziarsi col fotovoltaico - arrivò a “svenderlo” agli imprenditori che lo avevano realizzato e ne avrebbe tratto interessi personali, distraendo poi 2 milioni e mezzo. Aspetti (altri processi) che non riguardano il dirigente della Provincia, il cui rinvio a giudizio era stato deciso all’udienza preliminare dal gip Monica Bighetti. Processo non scontato, spiega il legale di Mastella, l’avvocato Riccardo Venturi: «dimostreremo al dibattimento l’estraneità ad un reato, l’abuso, del tutto incompatibile con quello di truffa, contestato agli imprenditori».
Reati incompatibili. Traduciamo. Partendo da lontano. Nel 2011, la Provincia per emettere l’autorizzazione unica al fotovoltaico invita le 4 ditte, per questioni pratiche e burocratiche (per controllare le prescrizioni imposte al progetto), ad indicare un solo soggetto cui volturare: il Consorzio Energia Futura di cui fanno parte le 4 diverse società. Nel frattempo, Spal 1907 fallisce e durante l’inchiesta procura e finanza si imbattono per caso, nel pasticcio della discrepanza e si chiedono: perchè nel 2011 la Provincia chiede come condizione la voltura ad unico soggetto, e nel 2014 autorizza 4 volture distinte?
Colpa della discordanza. Nel frattempo anche Gse scopre di aver pagato incentivi alle singole 4 ditte, mentre avrebbe dovuto farlo ad un unico soggetto responsabile: circostanza per cui è pendente al Tar del Lazio la causa tra Gse e imprese per gli incentivi non dovuti, 10 milioni di euro. Sullo sfondo - è bene dire - c’è una materia giuridica controversa che si muove tra tecnicismi di diritto amministrativo con relative intepretazioni e reati penali.
Accuse cambiate. In un primo momento, Mastella veniva accusato di non aver controllato a chi andassero gli incentivi (competenza non sua) e la procura (pm Proto) lo indagò per abuso. Poi dal gip, col cambio di pm (Longhi) arrivò una nuova imputazione, abuso d’ufficio per aver favorito le ditte. Ma come è possibile che siano state avvantaggiate le ditte che per gli incentivi ottenuti sono accusate di truffa per aver ingannato il Gse? Nella risposta sta tutto il processo.
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