«La giunta spieghi perché il centro diurno non si fa»
Scortichino, l’ex amministratore Bega interpreta il pensiero di tanti cittadini Nelle ex elementari ora spunta l’idea di realizzare un museo di moto d’epoca
SCORTICHINO. La notizia che il Comune di Bondeno ha revocato le determinazioni che si erano succedute nei mesi scorsi, in favore dell'azienda bolognese che avrebbe dovuto far rivivere le ex scuole di Scortichino, come centro diurno per anziani sta suscitando vibrate proteste. Il provvedimento sarebbe dovuto a verifiche condotte dagli istituti Inps e Inail. I quali hanno riscontrato nella ditta interessata (in controlli effettuati tra lo scorso settembre e marzo di quest'anno) esito di "non regolarità". Un fatto tale da annullare i precedenti impegni tra l'ente locale e il privato, in quanto il rispetto del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali costituisce un requisito indispensabile per contrarre impegni con la pubblica amministrazione, come dispone il Codice dei contratti pubblici. Il plesso non più adibito ad attività scolastica, dopo l'inaugurazione delle nuove scuole antisismiche di via Cimarosa, si trova nel centro del paese. «La giunta deve venire qui e spiegare per quale motivo il centro diurno non si farà più - afferma Valentino Bega ex amministratore impegnato in varie iniziative di volontariato in paese - nel corso di un’assemblea pubblica di qualche mese fa il Comune per voce dello stesso sindaco aveva promesso che si sarebbe realizzato un centro diurno per persone anziane con relativi 4-5 posti letto. Vogliamo che ci dicano perchè non si può più fare e sui motivi che hanno portato ad un cambio di destinazione d’uso. Non era posssibile trovare altri privati interessati alla realizzazione di ques’opera? Che cosa è che osta nella realizzazione? Abbiamo sentito che l’idea ora sarebbe quella di realizzare un museo di auto e moto d’epoca. Che cosa c’entra con Scortichino? Proprio nulla».
La delibera di giunta attivava il Comune ad individuare soggetti privati idonei a sviluppare in sinergia il progetto, tramite avviso pubblico. Al quale aveva risposto, il 20 maggio dello scorso anno, un'azienda bolognese del settore socioassistenziale. Durante il successivo mese di agosto, furono formalizzate dagli uffici comunali le bozze di comodato d'uso dell'immobile e di convenzione di gestione della struttura, a centro diurno per anziani. I controlli effettuali da Inail e Inps nei mesi successivi hanno però scritto un epilogo diverso della vicenda.
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