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Motonautica mortale Il campione Rossi si allenava a Ponte

Motonautica mortale Il campione Rossi si allenava a Ponte

Il ragazzo viveva nel Rodigino, provava gli scafi alla Canottieri Andreotti, ex pilota e amico di famiglia: era un professionista

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Girava il mondo Massimo Rossi per inseguire e agguantare i titoli europei e mondiali di motonautica, ma quando tornava a casa nella sua San Bellino (Rovigo), veniva alla Canottieri di Pontelagoscuro per tenersi in allenamento e provare qualche scafo. La sua già brillante carriera - a 24 anni era campione iridato nella classe 250 e 350 - si è infranta domenica in Germania contro un albero che costeggia la riva della Mosella, sul campo di gara di Traben Trarbach. Non era una prova del mondiale, ma Massimo “Joe” Rossi correva con licenza tedesca e il suo team ci teneva a questa gara. E lui non li stava deludendo. Lo sa bene il ferrarese Alessandro Andreotti, il pluricampione italiano di motonautica; dal 2005 non corre più ma la passione per questo sport è più accesa che mai: «Sabato sera ho parlato al telefono con Stefano (il padre di Massimo, ndr), ci conosciamo da una vita, mi ha detto che Massimo aveva fatto il miglior tempo, era in pole position...». C’erano tutti i presupposti per un nuovo successo «invece domenica a pranzo ho appreso l’incredibile notizia..Non conosco il campo di gara della Mosella - precisa Andreotti - si sa che è molto stretto, ma non posso pronunciarmi. Posso solo dire che di anno in anno si sviluppano i motori per aumentare la velocità, ma i tracciato sono sempre gli stessi». Di Massimo dice che «era un professionista, andava tutti i giorni in palestra per curare la preparazione, perché non ci si improvvisa campioni. Quando tornava a casa ci vedevamo e parlavamo. Dal punto di vista tecnico poteva contare sul team della Vrp di Guastalla, i migliori motoristi a livello mondiale». Andreotti conosce molto bene la famiglia Rossi; con il padre Stefano ha gareggiato insieme correndo anche su scafi biposto. Lui e papà Stefano hanno fatto da maestri anche all’altra figlia Chiara, 30 anni, pure lei ottimo pilota di motonautica. Da Londra, dove ora vive, è partita per Francoforte, dove ha raggiunto i genitori.

Marcello Pradarelli

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