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Sesso estremo, ma nessuna estorsione

Sesso estremo, ma nessuna estorsione

Donna aveva accusato un ferrarese di ricattarla: «Divulgherò i video hard». Non era vero

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Nessuna estorsione nei confronti di una 39enne di San Martino (Padova) con la quale aveva avuto una relazione di bondage sadomaso (bdsm) dopo un incontro in una chat di Facebook dedicata al sesso estremo. E l’esposto (mai tradotto in una querela) da parte della donna? Solo il tentativo di salvare la relazione con il convivente. Ecco i motivi che hanno convinto il gip Mariella Fino a chiudere con un’archiviazione l’inchiesta per estorsione a carico di M.C., 44enne ferrarese difeso dall’avvocato Luca Voltan. Archiviazione sollecitata dal pm Francesco Tonon. Il 25 gennaio scorso la donna, mamma di un bambino avuto dal convivente, accompagnata da quest’ultimo si presenta nella stazione dei carabinieri di San Martino per denunciare il ferrarese. «Minaccia di divulgare in rete i filmati e le foto che mi aveva fatto durante i nostri incontri sadomaso solo per vendicarsi del fatto che l’ho lasciato. Vuole che torni da lui» dichiara tra le lacrime la donna che aveva aperto il profilo “cagna” per trovare un “padrone” tra i gruppi bdsm di Fb. Ma l’inchiesta ha svelato un’altra storia. Tanto che il pm Tonon ha scritto come «la versione della signora, che non ha mai voluto presentare denuncia, si scontra con la versione dell’indagato ma anche con le risultanze degli accertamenti tecnici su pc, telefoni e supporti informatici... Non è emerso che l’uomo abbia utilizzato foto scattate durante i rapporti intimi per ricattare la signora... sono emersi plurimi messaggi inviati dalla donna all’indagato contenenti frasi con cui esprimeva dispiacere e mancata rassegnazione per la fine della relazione». E l’esposto «appare piuttosto un tentativo di salvare la relazione con il padre del figlio». (cri.gen.)

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