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Anche il Comune contro gli assassini

di Daniele Predieri
Anche il Comune contro gli assassini

Parte oggi il processo per l’omicidio di Renazzo: l’amministrazione chiederà di essere parte civile

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di Daniele Predieri

CENTO

Parte oggi il processo per l’omicidio e il tentato omicidio di Renazzo che dovrà valutare ciò che è accaduto il 6 novembre scorso. Un passato che non è passato, però, perchè ancora oggi, una delle vittime, Maria Humeic, 53 anni, non riesce a star sola in casa, la casa del delitto dove un anno fa avvenne la rapina finita nel sangue e dove venne uccisa la scuocera, Cloe Govoni di 84 anni: ancora oggi ha paura Maria Humeic non riesce a dominare il terrore che altri rapinatori entrino e tentino di ucciderla come accaduto nel novembre scorso, quando due ragazzi poco più che ventenni uccisero a botte e bastoni la suocera e ridussero lei in fin di vita.

Le ferite fisiche oggi non ci sono più, altre hanno reso la vita di Maria un inferno: «sindrome postatraumatica», recitano gli atti sanitari che verranno prodotti oggi, perchè in quella casa dove viveva e vive con il marito Andrea Ardizzoni, deve andarsene spesso, per lunghi periodi, trascorrendo una “vacanza” fuori.

Lontano dalla casa di Renazzo dove ogni giorno rivive ciò che era successo il 6 novembre scorso quando Florin Constantin Grumeza, di 22 anni e Leonard Veissel, 26enne, entrambi rumeni residenti nel modenese, entrarono per rubare. Mentre in casa c’erano loro due, che vennero aggredite a bastonate. I due ragazzi oggi dovranno rispondere davanti al gup Piera Tassoni e al pm Ciro Alberto Savino della morte della Govoni, e di quelle ferite (fisiche e psicologiche) su Maria. Tradotto nel codice penale, omicidio aggravato, tentato omicidio aggravato e rapina pluriaggravata, contestazioni da ergastolo.

Protagonisti saranno i due legali, difensori, dei due ragazzi che hanno posizioni assai diverse, modificate dalle loro dichiarazioni durante le indagini, prima accusandosi l’uno con l’altro, poi il più giovane Grumeza ha ritrattato tutto dicendo che aveva fatto tutto lui, che l’altro Veissel era fuori, mentre le tracce di sangue delle loro vittime erano sulle scarpe di tutti e due i ragazzi.

Proprio per questo suo comportamento processuale, Grumeza, il più giovane dei due, ha cambiato nel corso del tempo due avvocati: l’ultimo pochi giorni fa, in vicinanza del processo, proprio per la assoluta incongruenza con quanto dichiarato da lui e le prove dell’inchiesta raccolte da procura e carabinieri. Ci saranno, anche e soprattutto, i legali di parte civile: per la famiglia Ardizzoni-Govoni, l’avvocato Salvatore Mirabile.

Ma anche il Comune di Cento, che chiederà di costituirsi parte civile, con l’avvocato Rita Gavioli. «Ovviamente - spiega l’avvocato Mirabile, legale della famiglia Ardizzoni-Govoni - ci costituiremo parte civile e presenteremo una serie di documenti sanitari per la signora Maria e accertare le condizioni che vive oggi di invalidità. Il nostro ruolo è quello di affiancare la procura per ottenere la pena il più possibile pesante per questi due imputati».

Il Comune di Cento, come annunciato nei mesi scorsi, ha mantenuto fede alle promesse fatte: l’avvocato Rita Gavioli chiederà la costituzione di parte civile, perchè, spiega, «il fatto è stato un evento assolutamente efferato cui è stato dato risalto a livello locale e nazionale». L’omicidio di Renazzo fu al centro di trasmissioni televisive in cui Renazzo e Cento venivano dipinte come luoghi non sicuri. «L’interesse del Comune - conclude la Gavioli è legato alla gravità e alla pubblicità data al fatto, che ha leso l’immagine del Comune e di tutti gli sforzi fatti in questi anni sulla sicurezza e l’integrazione con gli stranieri».

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