La Nuova Ferrara

Ferrara

Due fondi e una banca interessati a Carife

Due fondi e una banca interessati a Carife

Ma l’incertezza è totale. Ieri a Roma riunito il cda delle quattro Good Bank Decreto Salvabanche, si attende sentenza del Tar sul ricorso della Fondazione

2 MINUTI DI LETTURA





I soggetti interessati a Carife a questo punto dovrebbero essere tre: due fondi d’investimento, con basi all’estero già pronti e una banca, che si sarebbe fatta viva ufficialmente solo nelle ultime ore; ieri non casualmente Roberto Nicastro ha convocato a Roma il cda della quattro Good Bank (Banca Etruria, Carichieti, Banca Marche e Carife).

Per quanto riguarda i fondi che si apprestano ad avviare le “due diligence” di Carife, i nomi che circolano da tempo sono l’americano Apollo e lo statunitense Ares, ma alla finestra delle 4 Good Bank si è affacciata anche Lone Star, altro fondo a stelle e strisce. Apollo e Lone Star sono possibili alternative da considerare anche nel caso che l’offerta di Ubi Banca per Banca Etruria , Banca Marche e CarioChieti finisca nel nulla. La soluzione Ubi - che esclude comunque Carife - un giorno viene data come fattibile, il giorno dopo come improbabile a seconda dei rumors che giungono da Bruxelles (Commissione Europea ) o da Francoforte (Bce) e delle trattative che coinvolgono il Ministero dell’Economia. L’unica certezza è che l’incertezza continua a regnare. Discorso che vale anche per la banca (internazionale? italiana?)che si è fatta sotto per Carife durante i tempi supplementari: dal 30 settembre si viaggia in regime di proroga per le offerta e a proposito di certezze l’Europa non ha detto quanto durerà l’extra time.

Una certezza l’ha raggiunta Francesco Boccia (Pd), presidente della commissione Bilancio della Camera, che esclude la liquidazione, ma non vede rosa: «Le quattro banche le comprerà qualcuno a condizioni purtroppo molot ma molto limitate, onerose per chi sta per vendere».

A quasi un anno dal Salvabanche (22 novembre 2015) lo stato di salute delle 4 banche è peggiorato: «Hanno già accumulato la bellezza di 3,39 miliardi di sofferenze - attacca la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, - ovvero una zavorra di crediti deteriorati difficili da riscuotere e che sta facendo scappare a gambe levate i possibili compratori delle banche. Come è possibile che sia successo tutto questo? Presenteremo un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Economia Padoan per fare chiarezza su questa vicenda».

Intanto sulla legittimità del decreto Salvabanche si attende il giudizio del Tar del Lazio, invocato dalla Fondazione Carife. L’ultima udienza si è tenuta a Roma il 4 ottobre, a giorni è attesa la sentenza.(m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google