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Infarto fatale per don Romano Caon

Infarto fatale per don Romano Caon

Il parroco di Quacchio è morto improvvisamente martedì sera. Il ricordo dei parrocchiani, del fratello, del cugino sacerdote

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È stata una morte improvvisa e inaspettata, che ha creato profondo cordoglio in città. Don Romano Caon, parroco di Quacchio, è stato colpito da un malore fulminante di natura cardiocircolatoria. Martedì sera intorno alle 21, mentre era nella canonica in via Brosi, ha avuto un infarto. Tra i primi a dare l’allarme è stato il magistrato Nicola Proto, amico del sacerdote, che si trovava in parrocchia per unariunione. Arrivato con un altro ragazzo catechista ha aperto la porta e, visto don Romano privo di sensi, ha lanciato l’allarme al 118, ma non c’era più nulla da fare. A raccontare l’episodio è Claudio Caon, fratello del sacerdote, che vive a Roma e che è stato informato dallo stesso Proto della tragedia che aveva colpito il fratello: «Sono subito venuto a Ferrara - ha dichiarato Claudio - per tutta la nostra famiglia è stato un colpo durissimo e inaspettato. Poi ho avvisato gli altri miei fratelli: Maurizio, Donatella e Graziano, che vivono a Ville del Conte (Padova)». «Romano - ricorda il fratello Claudio - era al telefono con nostra mamma Lidia, prossima agli 88 anni, quando è stato colto dal malore: per fortuna, mamma ha creduto che fosse caduta la linea ed è stata avvisata della tragedia dai sacerdoti del paese solo la mattina seguente».

Don Romano soffriva di problemi di diabete, ma le sue condizioni fisiche erano più che buone. Lo si vedeva spesso girare in bicicletta per la città. Fino all’ultimo giorno era andato regolarmente a scuola, alla De Pisis, dov’era insegnante di religione. Martedì sera, aveva anche partecipato alla concelebrazione religiosa in duomo con altri parroci, per la festa patronale della Madonna delle Grazie.

La notizia della scomparsa di don Caon ha suscitato profondo cordoglio nella comunità parrocchiale di Quacchio, una delle più attive e unite nel vicariato cittadino. Tutti commossi i ricordi di quanti lo conoscevano.

«Sono stato al suo fianco per 8 dei 10 anni della sua presenza a Quacchio - ha ricordato Renzo Brancaleoni, diacono della parrocchia - e ricorderò per sempre il suo sorriso, il suo modo affabile di accogliere le persone, la sua riservatezza, ma soprattutto la sua presenza in tutte le attività». «Gli piaceva molto la musica e suonava il pianoforte; dopo il suo arrivo, fra le prime cose che fece, creò la Corale che allieta sempre le funzioni religiose insieme a una particolare attenzione per il catechismo dei bambini. Il dolore per la sua perdita - dice commosso il fratello - è mitigato dal credere che al di là degli avvenimenti terreni, ci sia un progetto di fede».

Un’amicizia di oltre trent’anni e un grande affetto univa Annarosa Fava a don Romano: «Lo conoscevo da quando era cappellano a Pontelagoscuro - racconta -, ho frequentato i suoi corsi di cristianità ed è stato il mio assistente spirituale. Insieme siamo stati a Lourdes con l’Unitalsi, dove animava le funzioni religiose e aveva una grande qualità: arrivava al cuore delle persone. Solo pochi mesi fa ha celebrato le nozze di diamante dei miei genitori».

Don Romano veniva spesso accostato al cugino Piergiorgio, per il percorso parallelo che hanno fatto: «Abbiamo studiato insieme - racconta don Piergiorgio Caon -, io e Romano siamo entrati e usciti dal seminario lo stesso giorno, siamo stati ordinati anche insieme. Era un persona che si faceva volere bene, attento alle esigenze degli altri. Aveva la battuta pronta. Molto importante l’insegnamento fatto ai ragazzi, fino all’ultimo giorno». I funerali probabilmente si svolgeranno lunedì 10 ottobre al mattino.

Margherita Goberti

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