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l’ex giudice caselli al convegno della coldiretti

«Rafforzare le leggi contro le mafie agroalimentari»

«Rafforzare le leggi contro le mafie agroalimentari»

È stato presentato ieri nella sala conferenze della Camera di Commercio di Ferrara il quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla...

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È stato presentato ieri nella sala conferenze della Camera di Commercio di Ferrara il quarto Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura. «Associazione per delinquere di stampo mafioso e camorristico, concorso in associazione mafiosa, truffa, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilita` di provenienza illecita, contraffazione di marchi, - ha sottolineato Paolo Govoni - presidente di Camera di commercio nel suo intervento di saluto - sono le tipologie di reati riscontrate con più frequenza da parte delle organizzazioni criminali operanti nel settore agroalimentare, con il business delle Agromafie che ha superato i 16 miliardi di euro nel 2015». Per Govoni «promuovere la legalità è soprattutto un diritto che dobbiamo assicurare alle tante imprese che lavorano secondo le regole. Ogni spazio lasciato all’illegalità è una negazione di questo diritto, è come un cancro che mina il corpo sociale». Per Sergio Golinelli, presidente di Coldiretti Ferrara (organizzatrice dell'incontro) «ill crimine alimentare si combatte con la trasparenza soprattutto in un settore come quello agroalimentare dove è particolarmente rilevante il flusso commerciale, con circa un terzo della produzione dei prodotti agroalimentari venduti in italia ed esportati con il marchio made in Italy che contiene materie prime straniere all'insaputa dei consumatori e a danno delle aziende. In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e dare completa attuazione alle norme comunitarie che prevedono l'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti. Ma è necessario che sia anche resa trasparente l'indicazione dei flussi commerciali con l'indicazione delle aziende che importano materie prime dall'estero».

L’ex magistrato Giancarlo Caselli, che era presente nelle vesti di presidente del Comitato Scientifico dell'osservatorio sulla criminalità in agricoltura, ha dato la sua ricetta: «Le leggi contro le mafie agroalimentari devono essere rafforzate per evitare che si diffonda fra le imprese un senso di impunità e fra i consumatori la sensazione di una giustizia negata. Esiste anche un problema di entità delle pene - a una pena bassa purtroppo corrisponde una prescrizione certa - e di qualità delle pene, servono maggiori misure interdittive» .

Lauro Casoni

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