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Ado, la Casa del Sollievo non è più solo un sogno

Ado, la Casa del Sollievo non è più solo un sogno

La presidente Furiani: raccolti i tre milioni di euro per avviare i lavori La struttura in via Chailly potrà accogliere venti pazienti e ospitare i familiari

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«Aspettavamo con ansia che fossero terminati i lavori di bonifica per partire con la costruzione del primo lotto del corpo C e ora finalmente non ci sono più ostacoli all'inizio della costruzione della Casa del Sollievo». La presidente Ado Daniela Furiani ha infatti già raccolto i tre milioni di euro necessari per affrontare le prime spese di questo Progetto - unico in Italia - che insegue ormai da qualche anno, da quando il Comune le ha dato 14.398 mq di area per i fabbricati previsti in via Chailly, angolo Beethoven e Kramer.

Il dirigente del servizio Settore Pianificazione Territoriale - Servizio Qualità Edilizia ha adottato lo 30 giugno scorso la Determina Dirigenziale che ha come oggetto “l'Accoglimento dell'istanza P.G 54902/16 P.R. 1337/16 presentata dalla presidente Furiani in qualità di legale rappresentante di Fondazione Ado onlus con sede a Ferrara in Viale veneziani 54 e autorizzazione ai soli fini sismici, per i lavori di realizzazione di complesso di fabbricati adibiti a Casa del sollievo , Blocco C ”. «La struttura ospiterà 20 pazienti in camera singola ma con la possibilità di ospitare un parente, con veranda e giardino esclusivo nel quale potranno anche tenere il loro animale domestico (questo sarà l'ultimo intervento che verrà fatto ma anche il più veloce in quanto le strutture sono prefabbricate) - dichiara la presidente - ma visto che ci mancano ancora 5 milioni di euro per terminarlo, forse è bene ricordarne le particolarità. Oltre alla parte ospedaliera, sono previsti un ristorante di cui anche il pubblico potrà usufruire, una biblioteca, gli uffici amministrativi, gli ambulatori, la palestra, alcuni esercizi commerciali come parrucchiera e barbiere e persino un Teatro alla cui realizzazione sembra possa provvedere l'Università di Ferrara insieme all'assessore regionale Patrizio Bianchi che presenterà il progetto alla Comunità Europea; tutto a disposizione della città per diversi eventi ma soprattutto il teatro sarà frequentato dai nostri malati. Infine abbiamo un sogno, trasformare il rudere cadente che ancora si trova nell'area destinataci, in un Centro di studi e ricerca. Ma la priorità sono certamente le stanze per i malati di Sla e per altri pazienti che insieme alle loro famiglie potranno trovare qui quel sollievo di cui hanno bisogno».

Margherita Goberti

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