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i funerali alla sacra famiglia

«Andrea, ci hai insegnato a vincere e perdere»

«Andrea, ci hai insegnato a vincere e perdere»

Ieri tantissimi amici del Palio, dello sport e della politica per dire addio a Dianati

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Politica, palio e sport, sono state queste in vita le grandi passioni di Andrea Dianati, scomparso in questi giorni a soli 57 anni dopo una lunga malattia. «Ma prima di tutto veniva la sua famiglia - ha sottolineato l'amico Marco Malossi con il quale aveva condiviso dieci anni di attività nella Contrada di San Luca e dove ricoprì anche il ruolo di presidente- Ci hai insegnato a vincere e a perdere educandoci alla diplomazia, al dialogo e all'unione e ora sei andato a raggiungere gli altri angeli che vestivano il nostri colori».

Ieri durante la funzione religiosa nella chiesa della Sacra Famiglia gremita di tanti amici del partito, del Palio, della Spal e di altri sport che piacevano a Dianati, accanto al sindaco Tiziano Tagliani e all'assessore Aldo Modonesi, c'era l’assessore allo Sport Simone Merli che è stato il primo a salutare l'amico Andrea e ad avere parole affettuose per il figlio Matteo, a cui è sempre stato unito da un affetto fraterno. Un affetto esteso a tutta la famiglia Dianati, per quei sentimenti di accoglienza sempre dimostrati. «Proprio come era Andrea: responsabile, attento, mite, silenzioso, mai sopra le righe, un grande …che ora indosserà la maglia n.16 della Spal che gli abbiamo donato con infinito amore».

Commosso il ricordo della cognata e della cugina che hanno ripercorso alcuni momenti di vita quotidiana durante i quali Andrea è stato particolarmente presente, solerte e prezioso, in grado di infondere coraggio. Ora rimane solo la speranza, quella invocata dal sacerdote che ha officiato la messa, come la più importante fra le virtù teologali, che dà ai cristiani la forza di affrontare anche la morte.

Margherita Goberti

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