«Dispiace perdere quanto costruito con anni di lavoro»
Il dottor Zanella, responsabile per 15 anni di Ostetricia, ribadisce la qualità e la professionalità del reparto
LAGOSANTO. «Con grande rammarico vedo che quanto è stato costruito in anni di lavoro sta perdendo quel significato che è stato guadagnato. E sta perdendo anche professionalità di livello». Il dottor Mauro Zanella, dal 1997 al 2012 direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale del Delta di Lagosanto e dell’ospedale di Argenta, è stato tra i protagonisti della crescita e della valorizzazione di un reparto che, ricorda, ha avuto accreditamenti e un’attività all’avanguardia. È un’analisi che punta sulla concretezza quella che il dottor Zanella svolge commentando la ventilata chiusura del punto nascita dell’ospedale di Lagosanto, per far nascere un centro interregionale pubblico per la procreazione medicalmente assistita (Pma) di 2º livello.
«La possibilità di chiusura? Siamo di fronte a un programma ormai nazionale - commenta il medico -. Succede un po’ dappertutto ed è legato al tentativo di centralizzazione degli ospedali con la possibilità “ipotetica” di fornire prestazioni di livello. Una centralizzazione indirizzata al risparmio». Prestazioni di livello, però, che tutti riconoscono, a cominciare dai pazienti, al servizio che viene fornito dall’Ospedale del Delta. «Sa - spiega Zanella - il primo merito va ai medici che ci hanno dato le basi per fare bene. Siamo sempre stati ai primi posti, ancora quando ero a Portomaggiore, tra i piccoli ospedali, per tutti gli accertamenti e i primi interventi all’avanguardia. E al Delta ho lasciato medici molto preparati e uno staff di qualità».
Per Zanella a questo punto il futuro del reparto dell’ospedale laghese è tutto da scrivere: «Non so cosa decideranno di fare l’Asl insieme all’azienda ospedaliera. Sta di fatto che non so cosa permetteranno di fare nell’ambito del Delta». A questo punto, se con il nuovo anno si arriverà alla chiusura del reparto e del punto nascite - «come peraltro sta accadendo in altri ospedali della regione, ad esempio Bentivoglio e Lugo » - potrebbero restare servizi di ginecologia «per far fronte alle patologie più comuni, per le quali non necessita la presenza della Rianimazione».
Da qui la considerazione che in futuro di punti nascite, sul territorio, ne rimarrà uno solamente.
«È certo che si tratta di un ridimensionamento che rispecchia una situazione generale a livello nazionale - rileva Zanella - e gli input che arrivano dall’alto dovranno essere seguiti. Personalmente non ho problemi con nessuno, compresi gli amministratori. Ma il rammarico...». (al.vin)
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