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Diventerà il museo del futuro pensando alla Belle Epoque

Diventerà il museo del futuro pensando alla Belle Epoque

Gli assessori Modonesi e Maisto e la direttrice Pacelli illustrano il progetto Il ritorno di Boldini, De Pisis e dell’Ottocento, oltre ad Antonioni e videoarte

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C’è un filo sottile con la storia che collega Palazzo Massari e le splendide opere che tra qualche anno torneranno nella loro casa naturale. Secondo i calcoli, sempre un po’ a spanne in questi casi, saranno gli anni Venti a vedere il nuovo e moderno contenitore museale che da questa settimana è in fase di completa ristrutturazione. Periodo a circa cento anni dal passaggio dalla Belle Epoque ai ruggenti anni Venti del Novecento, i celebrati “Anni Folli”, epopea che vide tra i miglior testimonial e protagonisti proprio il ferrarese Giovanni Boldini. Non ci sarà bisogno di tanti trasferimenti e richieste per una mostra a tema visto che i “tesori” Ferrara Arte li ha già in casa.

Ieri mattina al Pac, per l’occasione trasformato con un provvisorio tavolo di compensato in una sala conferenze, gli assessori Aldo Modonesi (Lavori Pubblici), Massimo Maisto (Cultura) e la direttrice delle Galleria d’Arte Moderna, Maria Luisa Pacelli hanno presentato il progetto di restauro, molto articolato.

L’obiettivo è terminare il primo lotto dei lavori nel gennaio del 2018 per poi iniziare il secondo lotto a ridosso, in modo da poter vedere tornare a Palazzo Massari le prime opere già nel 2020.

L’occasione per la necessaria ristrutturazione sarà l’occasione per trasformare Palazzo Massari un vero museo del futuro con tutto le moderne concezioni e disposizioni. Oltre allo scontato ritorno dei tre musei originali “Boldini”, “De Pisis” e dell’Ottocento, il Massari diventerà un contenitore completo degli ultimi due/tre secoli dell’arte ferrarese.

Verrà ripensato anche il museo Antonioni che qui troverà una sua nuova e più consona collocazione, sulla base anche della splendida mostra di Dominique Païni, ormai esportata in tutta Europa, dove lo sguardo di Michelangelo rappresenta un vero biglietto da visita per la nostra Ferrara. Ci sarà spazio ovviamente anche per la video arte e tutte quelle forme moderne creative. Il Massari potrà ospitare al suo interno anche biblioteche, sale studio, sale audiovisive. «Stiamo già scalpitando - confessava ieri la direttrice Maria Luisa Pacelli - perché crediamo moltissimo in questo progetto, e abbiamo voglia di trasformarlo in un luogo dinamico. Pensiamo che il tutto possa funzionare».

Un Massari a pieno regime potrà assicurare un potenziale espositivo importante - considerato anche l’apporto determinante di Palazzo Diamanti e Castello Estense - oltre al Meis, per rendere Ferrara ancora più interessante e ricercata all’occhio del turista.

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