«Due ergastoli per quella mattanza»
La richiesta della procura per i due ragazzi accusati di aver ucciso Cloe Govoni ferendo la nuora. Sentenza il 10 novembre
CENTO. Sfilano nei corridoi del tribunale verso il furgone cellulare che li riporterà in carcere, tra i sussurri di chi li guarda e li indica: «Sono quelli che hanno ammazzato una anziana a botte, in una rapina». Costantin Grumeza, romeno che abita nel Modenese, il più giovane, ha 22 anni e lo sguardo da cattivo, quasi sprezzante: in aula non ha convinto nessuno, rispondendo a monosillabi - cambiando un’altra volta la sua versione della rapina finita nel sangue - dicendo che era solo in casa, a Renazzo il 6 novembre scorso, e che - addirittura - non c’era con lui, l’altro accusato di «aver ammazzato», Leonard Veissel, 26 anni, un gigante di quasi 2 metri di altezza, rimasto in silenzio in aula ad ascoltare la richiesta del pm Ciro Alberto Savino.
«Ergastolo», ha concluso nella sua requisitoria il pm Savino sintetizzando indagini ed elencando i riscontri che inchiodano questi due ragazzi per i reati di omicidio aggravato dell’anziana 84enne Cloe Govoni, il tentato omicidio della nuora, Maria Humeiuc, 53 anni, e la rapina, finita nel sangue. Tutta la casa di via Lunga a Renazzo era imbrattata del sangue dlle due vittime quel giorno, il 6 novembre, quando i due ragazzi entrarono per rubare e massacrarono di botte le due donne.Lo stesso sangue delle loro vittime ha inchiodato i due raqgazzi, perchè entrambi l’avevano sulle scarpe, anche il gigante Veissel che secondo l’altro sarebbe dovuto essere fuori da quella mattanza, ad attenderlo al parcheggio. Non ha importanza quello che viene detto ora, e solo ora, chi c’era o chi non c ’era, chi ha fatto cosa, dimenticando comunque che il concorso tra i due li inchioda insieme. Per la procura c’erano tutti e due, e per la procura, il pm Savino, il comportamento processuale dei due ragazzi - soprattutto Grumeza - merita l’ergastolo. Grumeza, lo stesso che poco meno di 24 ore dopo la brutale rapina, individuati dalle indagini lampo dei carabinieri, confessò subito. Poi nel corso delle indagini ritrattò, più volte, prima in parte poi del tutto, tentando di lasciar fuori dalla mattanza di via Lunga il gigante buono, Leonard Veissel. Il suo zigzagare con le parole e le confessioni ha portato Grumeza a cambiare già per tre volte avvocato difensore. Dopo i due precedenti (Muracchini e Tomasi), anche quello di ieri in aula (Riva) ha annunciato di rinunciare al mandato. E allora, il comportamento di Grumeza, che coinvolge anche il complice, non può che essere punito con l’ergastolo, pena che si fa sempre più concreta al processo. Perchè il pm Savino ha chiesto al gup Tassoni l’ergastolo con l’aggravante dell’isolamento diurno: dunque, teoricamente, potrebbe essere accolto il carcere a vita per i due ragazzi, dopo lo sconto di quell’aggravante dell’isolamento (un terzo di riduzione previsto dal rito abbreviato). Al momento si tratta solo della richiesta della procura al processo che ha visto ieri parlare anche le parti civili, e quindi l’udienza è stata aggiornata al 10 novembre. Quando toccherà ai due difensori - anche al nuovo avvocato di Grumeza, il quarto, che subentrerà nel frattempo - tentare di salvare i due ragazzi dall’ergastolo.
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