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Governo al lavoro sugli esclusi Carife

Governo al lavoro sugli esclusi Carife

A rischio 1.000 rimborsi su 7.000, Amici e Azzerati vogliono vedere il sottosegretario Baretta: i suoi uffici cercano soluzioni

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Chiamano di nuovo in causa il governo, le associazioni storiche dei risparmiatori Carife, per quello che è diventato «un problema molto urgente»: scongiurare l’esclusione secca di un migliaio di azzerati dai rimborsi automatici. «Vi è il forte rischio che il Fondo interbancario di tutela dei depositi, l’ente a cui gli obbligazionisti azzerati devono presentare la domanda di rimborso entro il 2 gennaio 2017, possa rigettare - sottolinea Marco Cappellari, presidente degli Amici della Carife - quelle di coloro che hanno ceduto tra il 2006 e il 2015 ad un parente o ad un familiare le obbligazioni subordinate attraverso un semplice trasferimento di proprietà tra vivi a titolo gratuito. La questione è molto seria». Per questo Cappellari assieme a Mirko Tarroni (Azzerati Carife) ha contattato il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta, già incontrato a Roma il 24 maggio, «e chiesto un incontro urgente. Abbiamo inoltre incontrato il sindaco Tagliani e allertato tutti i parlamentari ferraresi. Ci è stato riferito che gli uffici di Baretta sono al lavoro sulla questione». Amici e Azzerati hanno inoltre chiesto una proroga del termine di presentazione delle domande e stanno chiudendo una convenzione con uno studio in grado di assistere i risparmiatori nei rimborsi. Quanto all’arbitrato, mentre i risparmiatori chiedevano «una rapida emanazione della normativa», è arrivata la notizia della sospensione della procedura per i pareri chiesti dal Consiglio di Stato: Federconsumatori, a questo punto, ha chiesto «che si apra la strada alla procedura di conciliazione tra banche e cittadini, così come avvenuto in passato per i casi Cirio, Parmalat, Bpm, che ha portato a risultati positivi e rapidi».

Tornando a Cappellari e Tarroni, nei giorni scorsi hanno incontrato i soci di Popvicenza e Veneto Banca, quasi azzerati, per cercare una strategia comune: per gli azionisti «la questione è più delicata», l’unica strada sembra a loro di seguire la vendita della good bank per attivarsi con i nuovi proprietari.

Sullo sfondo c’è la questione dell’udienza papale del 19 settembre, fonte di polemica e divisioni tra associazioni. Cappellari e Tarroni hanno chiesto a Letizia Giorgianni, leader delle Vittime del Salva-banche che hanno organizzato la giornata, e relatrice al convegno del Teatro Comunale, «un contingente di posti per i nostri associati e siamo in attesa di risposta. Precisiamo, per chiarezza dopo recenti polemiche, di non esserci mai attribuiti la paternità di questo viaggio, e in proposito daremo quanto prima informazioni ai nostri associati». C’è da dire che le Vittime hanno diramato un elenco di coordinatori territoriali del viaggio, e per Ferrara sono stati indicati Giovanna Mazzoni e Milena Zaggia, del No al Salva-banche.

Stefano Ciervo

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