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«Il centro diurno era solo una boutade elettorale»

di Maurizio Barbieri

Pancaldi, consigliere della civica per Bondeno, va all’attacco della giunta: a Scortichino progetto improvvisato e il museo dei motori sarebbe un altro errore

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SCORTICHINO. La mancata realizzazione di un centro diurno nelle ex scuole elementari continua a fare discutere. Ieri il sindaco ha portato in giunta un progetto per un bando pubblico per la realizzazione di un museo di auto e moto d'epoca da farsi nelle ex scuole elementari visto che per il centro diurno, come ha spiegato il primo cittadino, non sono arrivate offerte dopo che l’unica si è arenata per problemi fiscali.

««Qualche perplessità l’avevo avuto sin dall’inizio - afferma Luca Pancaldi, ex vice sindaco con delega alla sanità e ai servizi sociali nella precedente legislatura ed attualmente consigliere della lista civica per Bondeno - ero ben felice se si fosse riusciti a realizzar questa struttura. Da subito però ho pensato che fosse solo una boutade elettorale. Non credo che il Comune sia andato in profondità che abbia fatto tutto quanto avrebbe dovuto fare. Una cosa slegata dalla rete dei servizi, un’idea buttata lì approssimativamente e prima o poi i nodi vengono al pettine. Il centro diurno - prosegue Pancaldi - non ha una grande presa sulle persone in quanto esiste il problema del trasporto e tanti preferiscono assumere una badante e pagare 1.500 euro al mese. A Bondeno nel polo socio sanitario per il centro diurno se non ricordo nale c’erano sei posti. Il Comune ha fatto uno studio di fattibilità? La prima cosa da fare era quella di andare a verificare se esisteva una reale necessità. Personalmente non sono mai stato coinvolto ma non è una novità visto che la giunta non si confronta mai con i consiglieri. Un museo? La toppa che si vuole mettere sarà peggio del buco. Magari potrei capire un museo dedicato alla musica visto che a Scortichino c’è la filarmonica (pare che la stessa banda sia stata coinvolta per utilizzare gli spazi delle ex scuole ma abbia risposto picche ndr.)Questa della destinazione delle ex scuole è una patata bollente. La gente andava informata attraverso la consulta peccato che queste non siano mai state nominate e all’inizio non erano state neppure previste e solo dopo che l’ho fatto rilevare sono state previste».

Intanto in paese si pensa di organizzare una raccolta di firme. «La giunta deve venire in paese e spiegare i motivi che hanno portato ad abbandonare l’idea del centro diurno - afferma Valentino Bega, ex amministratore e cittadino sempre impegnato nelle iniziative a favore di Scortichino - posso anche dire che tempo fa ho fatto pervenire al sindaco il recapito telefonico di un dirigente del movimento cooperativo che si occupa di servizi sociali alla persona che si era reso disponibile a compiere un sopralluogo. Reputo assai improbabile che non ci fossero altre aziende interessate. La giunta le ha cercate? Se il Comune ha fatto un bando non lo ha pubbliizzato a dovere ma pubblicizzarlo a dovere forse avrebbe disturbato qualche interesse che c’era già in pista. Questa scelta contraddice pubblicamente quella precedente. La giunta aveva detto che le verifiche sull’azienda interessata (la San Petronio di Bologna ndr.) erano state fatte nel senso che i documenti prodotti erano quelli richiesti ad iniziare dal durc? Sono state compiute a dovere? Queste genere di servizi - conclude Bega - sono in rapido sviluppo e portare anziani e disabili in questa struttura favorirebbe i loro familiari. La cittadinanza ha il diritto i sapere».

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