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Sessanta persone evacuate per i due ordigni bellici

Sessanta persone evacuate per i due ordigni bellici

Fatte esplodere a Filo dagli artificieri le granate scoperte nel Ravennate Si temeva contenessero gas tossici, ma erano solo caricate con comune esplosivo

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FILO. «Ordigni ordinari ed è andato tutto bene». È il commento a caldo che il capitano Cesare Scaglioni dell'8º reggimento di Legnago fa a conclusione di una delicata operazione che si è tenuta ieri mattina a Filo. Uno spiegamento di forze tra militari dell'esercito, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, Croce rossa e Protezione civile, necessario per presidiare e rendere sicura una zona di 5 chilometri di circonferenza interessata per far brillare due ordigni. Misure particolari - l’evento è stato gestito dalla prefettura di Ravenna con il coinvolgimento del Comune di Alfonsine - motivate dal fatto che, dal primo accertamento si è scoperto che le due granate, da 70 e 100 millimetri, potevano essere del tipo a caricamento speciale. In sostanza si temeva che i due ordigni, ritrovati a Marina Romea e Bagnacavallo, nel Ravennate e trasportati ieri mattina a Filo con particolari convogli scortati, potessero contenere gas tossici (vescicanti, urticanti, lacrimogeni, fumogeni o incendiari). Poi ieri, al momento del brillamento, si è verificato che si trattava di due semplici granate contenenti esplosivo.

In fase di programmazione dell'operazione, si è ritenuto che l'unica area valida, con 5 chilometri di circonferenza, fosse solamente quella di Filo. Così, ieri mattina, una sessantina di persone - cacciatori compresi -, è stata evacuata e ha potuto fare rientro nelle abitazione attorno alle 14. E mentre gli artificieri del genio dell'esercito assieme ai colleghi del centro tecnico interforze Nbc di Civitavecchia operavano per capire con certezza che tipo di bombe fossero, nel posto di blocco operato dai vigili urbani di Alfonsine in via Rondelli, la signora Bianconi precisa: «Firmando ho accettato di essere sfollata però mi sembra incredibile che non ci sia stata un'altra area vicino a Bagnacavallo con poco densità di popolazione come questa qui!. Comunque, io e mio nipote con la sua famiglia siamo usciti e così gli altri che abitano sulla nostra stessa strada». «Io - aggiunge un operaio - sarei dovuto andare a lavorare in campagna proprio dove hanno messo le bombe però sono qui e non è che mi dispiaccia». Sul piano tecnico gli artificieri, per accertarsi del contenuto delle granate, hanno posizionato due micro cariche sul fondo delle bombe. Provocata quindi la piccola esplosione, l'ordigno si sarebbe aperto facendo così fuoriuscire il contenuto. Invece, la micro carica, ha generato la deflagrazione delle bombe confermando così che contenevano solo esplosivo.

Giorgio Carnaroli

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