Anita ha detto no all’incremento di tacchini Amadori
La Rappresentanza cittadina: aumentare il numero di capi peggiorerà le condizioni sanitarie ed economiche del paese
ANITA. La gente di Anita è contro l'incremento di tacchini nell'allevamento “Mantello”, della Amadori. Lo ha deciso la Rappresentanza di Partecipazione Cittadina di Anita (erano assenti solo Giuseppe Principale e Danilo Altini) presenti alla riunione anche gli Amici del Po di Primaro, lo scrittore Wander Penazzi, Leonardo Venturini, Mauro Battaglia titolare del bar, il segretario del Circolo Pd Davide Zanotti e il consigliere comunale Alessandro Tedaldi. Un vertice importante con un unico ordine del giorno: richiesta di incremento dei capi dell'allevamento “Mantello” di via Valle Umana ad Anita. A spiegare cosa stava succedendo, è stato Penazzi il quale ha mostrato ai presenti la richiesta di incremento non solo per quello di Anita ma anche per quello denominato "Mezzano" di via Strada Albertini a Longastrino, il tutto pubblicata il 13 luglio 2016 sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna e presente anche al Servizio Ambiente di Argenta. Essendoci 45 giorni di tempo per presentare osservazioni, ad Anita ci si è subito mossi e proprio Penazzi ha tenuto a precisare che «l'incremento di tali allevamenti - si legge nel verbale della Rpc di Anita - costituisce già un problema sanitario per la zona per il rischio di contagio da influenza aviaria, rischio che si è già verificato in un allevamento ferrarese con l'abbattimento di tutti i capi». Il no secco, inoltre, è motivato dall'enorme presenza di mosche sul territorio, «anche determinata - ha spiegato Penazzi - dalla presenza degli allevamenti e un incremento del numero dei capi non può fare altro che aumentarla». Infine, lo stesso Penazzi, ha fatto notare che questi allevamenti non recano alcun giovamento economico ai residenti, «ma anzi contribuiscono a diminuire il valore dell’area». E nello stilare il documento inviato con urgenza all'amministrazione comunale sono state evidenziate le motivazioni del no: peggioramento delle condizioni ambientali e sanitarie, condizioni economiche non favorevoli per i residenti, condizioni di vita precarie per gli animali. (g.c.)
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