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Ex Alexander “buco nero” Il Comune paga gli oneri

Ex Alexander “buco nero” Il Comune paga gli oneri

Addio al progetto di riqualificazione, la proprietà chiede indietro 223mila euro L’assessore Fusari: non è un caso isolato, addio ai programmi degli anni d’oro

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Il motore dell’edilizia privata in città è ancora così ingolfato che non solo i progetti ideati negli anni d’oro non vengono attivati, ma c’è anche chi si è stancato di attendere tempi migliori e mette nero su bianco la rinuncia a (molto potenziali) guadagni. Un bel guaio soprattutto per il Comune che si trova a dover rimborsare gli oneri anticipati magari molti anni fa dai costruttori, ai quali evidentemente ora fa comodo anche quella liquidità. È il caso dell’ex cinema Alexander, un “buco nero” nel tessuto urbanistico cittadino ormai da undici anni, che vede cancellata la possibilità di riqualificazione prefigurata dalla società omonima proprietaria dell’immobile di via Foro Boario. La Alexander srl ha infatti formalizzato durante l’estate «l’istanza di rinuncia alla realizzazione dei lavori» previsti nel permesso di costruire nel settembre 2009, che prevedeva anche il cambio di destinazione d’uso da cinema a residenza e attività terziarie, chiedendo il rimborso di oneri per 223.893,21 euro anticipati a suo tempo. Lo Sportello unico dell’edilizia ha controllato che effettivamente i lavori non fossero stati eseguiti, operazione molto semplice da svolgere perché l’edificio è rimasto tale e quale al giorno dopo la chiusura del cinema (salvo le tamponature delle aperture per impedire l’ingresso di abusivi), e ha dato nei giorni scorsi il via libera al rimborso.

È il caso di ricordare che il progetto cancellato non aveva nulla a che vedere con l’idea di costruire una discoteca, di cui aveva parlato per qualche mese la nuova proprietaria Co.Bu. di Fabio Bulgarelli e dei Colombarini: «Un progetto di quel genere non è mai arrivato ai nostri uffici - testimonia l’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari - se n’è dibattuto solo a mezzo stampa e tra gruppi di residenti preoccupati, ai quali l’amministrazione ha dovuto anche fornire rassicurazioni. L’unica ipotesi di riqualificazione di quell’immobile mai avanzata prevedeva uno schema con a piano terra attività commerciali e a quelli superiori uffici e appartamenti». Tra i cinema dismessi del centro storico c’è ancora il Manzoni in vendita, mentre Rivoli e Ristori, dopo alterne vicende, hanno trovato cantieri disponibili a riconvertirli.

Il caso Alexander non è comunque isolato, e le richieste di rimborso di oneri mai messi a frutto sono in aumento: «C’è una serie di autorizzazioni a costruire rilasciate negli anni a cavallo della crisi dell’edilizia (attorno al 2007-2008, ndr) che dopo essere state ferme per molto tempo, ora vengono monetizzate - riconosce l’assessore - In bilancio viene individuata una somma per il rimborso degli oneri, quest’anno ci sono 500mila euro e vedremo se saranno sufficienti vista appunto la tendenza all’aumento delle richieste».

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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