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"Il Palaspecchi? I soldi del progetto di recupero fanno gola a molti"

I sostenitori di Lodi di fronte alla Questura
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I sostenitori di Lodi di fronte alla Questura

Il sindaco di Ferrara accusa la Lega e fornisce i numeri: 30 clandestini, 78 tritoni già salvati. Lodi (Lega) è indagato per il blitz: ma ci sarà una pioggia di autodenunce

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FERRARA. In gioco nella vicenda del Palaspecchi ci sono "i soldi della Cdp Investimenti Sgr, fanno gola a molti che fanno il tifo per la Lega la quale con lo slogan abbattiamolo fa il loro gioco". A ribadire la sua convinzione, in queste ore nelle quali la vicenda è tornata all'attualità con il blitz della Lega Nord seguito dall'autodenuncia di Nicola Lodi, è Tiziano Tagliani. Il sindaco ha diffuso una sorta di decalogo, nel quale torna ad accusare "chi, non eletto da nessuno, sta facendo sulla pelle dei ferraresi un gioco sporco di apparente speculazione". La pelle dei cittadini è a rischio, ribadisce il sindaco, perché "il continuo clamore mediatico, le denunce per la presenza di inquinanti pericolosi e di oltre cento immigrati sta allarmando gli investitori; questo comporta un danno per i ferraresi cui rimane un mostro in casa mentre i soldi prendono altri lidi".

L'unica speranza di evitare i costi di una bonifica e messa in sicurezza pubblica, è la tesi esplicata anche nel decalogo, è la ristrutturazione grazie ai soldi della Cassa depositi e prestiti, "senza l'ipotesi di ristrutturazione Ferrara 2007 srl non ha alcun interesse neppur a bonificare, per cui pagherebbero i cittadini ferraresi senza speranze di recupero da una società priva di liquidità", e destinata al fallimento in quel caso. La legge impedisce poi al Comune di comprare un palazzo del genere per poi abbatterlo. Quanto ai clandestini, "sono solo una trentina", meno dei tritoni trovati nei sotterranei, 78, che sono stati liberati in un'oasi della Lipu nel Bolognese.

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Il decalogo di Tagliani arriva in contemporanea con l'ultimo colpo di teatro di Lodi, che questa mattina (8 ottobre) si è presentato in Questura per autoaccusarsi del blitz di mercoledì al Palaspecchi con tanto di oggetti dei 'residenti' lanciati fuori dalle finestre. "Ho rilasciato una dichiarazione alla Polizia che ad un certo punto è stata interrotta per informarmi che ero indagato per violazione della proprietà privata e lancio di oggetti pericolosi - racconta il leghista - Ma io sono entrato dal lato aperto del palazzo, lungo via Gandini, e gli oggetti sono stati lanciati all'interno della proprietà, in un cortile deserto. Mi difenderò, ma intanto sto raccogliendo i nominativi di coloro che erano con me, per allegarli all'autodenuncia. Saremo in una ventina". Lodi approva peraltro le recenti mosse del Comune, "ha fatto bene a far effettuare sopralluoghi e scattare fotografie che testimoniano come il cantiere della bonifica sia fermo, così all'inizio di novembre, quando scadrà la nuova ordinanza nei confronti della proprietà, potrà entrare per effettuare i lavori senza temere ricorsi. Stavolta, però, la bonifica si deve fare".

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