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Truffa e falsi per i soldi del dopo-sisma

Truffa e falsi per i soldi del dopo-sisma

Azienda sotto inchiesta per lavori nel Ferrarese. Non pagò le ditte in subappalto e ora le querela per diffamazione

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FERRARA. E’ un’altra storia di truffa ai danni dello Stato, nel dopo-terremoto, nel Ferrarese: al centro di tutto ci sono «progettazione e relazione di palestre scolastiche temporanee» a Poggio Renatico, recita l’accusa. La ditta, la Eurocostruzioni di Padova, che aveva vinto l’appalto e stipulato i contratti con il Commissario del sisma del 2012 e la Regione Emilia Romagna, è ora sotto inchiesta per truffa aggravata ai danni dello Stato, falsi in atti pubblici e insolvenza fraudolenta. Si tratta di un’indagine attivata dalla Guardia di finanza di Ferrara per fatti del 2013, nel dopo-terremoto del maggio 2012, appunto, che ha poi trasmesso gli atti per competenza a Bologna, poichè il pagamento dei lavori è partito dal capoluogo di regione. La procura di Bologna ha chiuso le indagini a carico di quattro, tra tecnici e amministratori dell’azienda padovana, che sono indagati per i reati contestati, e la stessa azienda Eurocostruzioni per la responsabilità penale, secondo la norma che somma responsabilità dell’ente alla persona fisica che realizza materialmente il fatto illecito.

L’inchiesta a carico dell azienda è emersa ieri mattina in tribunale a Ferrara per un processo parallelo, che vede Eurocostruzioni nel ruolo di presunta vittima, per essere stata diffamata - questa la denuncia - a mezzo Internet, da Alberto Bovina, imprenditore ferrarese, che materialmente aveva eseguito i lavori per la palestra di Poggio Renatico e che poi non era stato pagato per questi dalla stessa Eurocostruzioni. Gli atti dell’inchiesta sono stati acquisiti al processo su richiesta del difensore di Bovina, l’avvocato Marco Linguerri, per avvalorare l’infondatezza delle accuse rivolte a Bovina dalla Eurocostruzioni, dal suo legale rappresentante, il padovano Riccardo Rossi.

A far da sfondo a tutta questa vicenda sono i rapporti tra Eurocostruzioni e ditta Bovina, che aveva lavorato in subappalto nel 2013. Ma la ditta ferrarese assieme ad altre ditte (in tutto sei) non sono mai satte pagate per i lavori eseguiti (una di queste in seguito ai mancati incassi è addirittura fallita) perchè nel frattempo, nel 2014, la Eurocostruzioni fa domanda di concordato preventivo, congelando tutti i crediti: morale, nessuna ditta subappaltatrice è stata pagata.

Perchè, ed è questo l’altro nodo dell’inchiesta bolognese, in realtà la Eurocostruzioni ha percepito i soldi dalla Regione Emilia Romagna e dal Commissario post-sisma. Dunque, per difendersi dal processo a Ferrara per diffamazione, all’imputato Bovina e al suo difensore non resta che fare il processo nel processo.

La truffa aggravata contestata ad Eurocostruzioni si sarebbe concretizzata secondo l’accusa raggirando la Regione, l’ufficio del commissario post-sisma, sulla data effettiva dei lavori non conclusi alla data di scadenza. Lo avrebbero fatto presentando documenti falsi (da qui il reato di falso) e infine nascondendo il proprio stato di difficoltà il proprio stato di insolvenza, poichè nonostante questo stipularono i contratti in subappalto con le ditte, ben sapendo che sarebbero rimasti insoluti. Ora, però, prima di questo processo si celebra quello per diffamazione a Ferrara, fissato qui per competenza territoriale poichè diffamazione via Internet per una intervista sul sito “più Web: notizie dall’Emilia” e su You Tube e la competenza si radica nel tribunale in cui risiede l’imputato. L’azienda Bovina ora si difende con l’inchiesta bolognese. Si torna in aula il 19 maggio davanti al giudice Baldelli e al pm Simionati.

Daniele Predieri

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