Copparo, Rossi: dobbiamo saper guardare anche oltre la Berco
Il sindaco: «Da sola non basta più a dare sicurezza al territorio. Necessario un ragionamento su altre vie di crescita»
COPPARO. «Il peso e l’importanza che Berco ha sempre avuto sul territorio non sono più sufficienti. Dobbiamo guardare anche oltre, pensare ad altre aziende». Il sindaco Nicola Rossi, oltre all’amarezza per i tagli, analizza con chiarezza quanto l’attuale situazione nel colosso metalmeccanico copparese sta mettendo in luce.
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Il territorio non può più solamente basarsi su quello che Berco ha offerto e può offrire, deve valutare altre situazioni, rendersi appetibile per insediamenti, attrarre aziende che vogliono investire e crescere, dare lavoro. Fornire insomma quel reddito e quel benessere che hanno contraddistinto il territorio.
Sono passati due giorni dall’incontro tra la direzione Berco (l'ad Sven Arend e il responsabile del personale, Daniele Mingozzi) e i sindacati. Due giorni da quando la direzione Berco ha consegnato alle organizzazioni sindacali il documento nel quale dichiara aperta la procedura di mobilità che riguarderà 365 tra operai e impiegati (331 a Copparo e 34 a Castelfranco). E contemporaneamente la disdetta del contratto aziendale a partire dal primo gennaio 2017.
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Due giorni durante i quali i lavoratori hanno scioperato e protestato e lo stesso sindaco non è rimasto con le mani in mano: «Già giovedì ho informato l’assessore regionale Palma Costi e venerdì abbiamo, insieme, redatto la lettera - spiega Rossi - subito inviata nel pomeriggio, per l’attivazione del tavolo ministeriale. Ora aspettiamo che a breve arrivi la convocazione. Una data? No, ancora non ce ne sono, tenendo conto anche del fine settimana. Confido in una convocazione in tempi brevi, magari già lunedì. Siamo tutti già pronti».
Che Berco patisse la crisi del mercato e puntasse a tagli era quasi sicuro, anche prima di giovedì, «ma certo non ci si attendevano numeri di queste proporzioni. Si riteneva ci potesse essere un intervento di questo tipo, ma più limitato. L’accordo raggiunto nel 2013 aveva debolezze, perché legato all’andamento del mercato, il cui peggioramento ha prodotto questa situazione. Chiaro che se il mercato fosse andato avanti...».
Ma adesso, proprio alla luce di questi numeri «c’è bisogno di una riflessione - sottolinea Rossi - perché sono finiti i tempi della filosofia. Questa è un grave colpo per il nostro territorio. Allora bisogna ragionare». E ragionare anche oltre alla Berco: «Ci sono aziende che stanno andando bene, se tutti non cominciamo a osare e a pensare un po’ più in grande... ribadisco, questo segnale, come quello arrivato nel 2013, dimostra che Berco da sola non dà più sicurezza al territorio». (al.vin)
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