Ferrara e le nuove droghe, lo spaccio corre sul web
L’esperto: «Sono sostanze psicoattive molto dannose ma non riconosciute» Un incontro a cura della polizia di Stato per parlare di rischi e prevenzione
FERRARA. Corrono più veloci della legge, e si moltiplicano con rapidità tale da aggirare non solo il Testo unico sugli stupefacenti (Dpr 309 del 1990), ma anche gli standard analitici che permettono il riconoscimento delle sostanze. In più, il loro essere “nuove” apre interrogativi allarmanti sugli effetti nel lungo periodo e sono fin troppo facilmente reperibili in quella vasta zona sommersa di Internet che è il Dark Web.
Ce n’è abbastanza per alzare la guardia sulla diffusione delle nuove sostanze psicoattive (Nsp) la cui comparsa è stata documentata fin dal 1997 dall’European Centre for Drugs and Drug Addiction. Il Sistema Nazionale di Allerta Precoce per le droghe del Dipartimento politiche antidroga ha rilevato in Italia, dal 2009 e fino al 2013, circa 280 nuove sostanze circolanti e circa 70 casi di intossicazione acuta correlati all’assunzione di Nsp per i quali si sono rese necessarie cure intensive al pronto soccorso.
All’analisi di questo fenomeno è dedicato il convegno “Droga nelle scuole: emergenza educativa. Il ruolo della polizia di Stato nella prevenzione” che si terrà martedì a partire dalle 10 alla Sala Estense. Tra i relatori, il professor Matteo Marti, ricercatore del Dipartimento di scienze della vita e Biotecnologie di Unife: «la diffusione di queste nuove sostanze - spiega - è elevatissima tra fasce sempre più giovani della popolazione (dai 16 ai 25 anni) ed è molto difficile da monitorare se si considera la pervasiva infiltrazione delle offerte su Internet, dove le sostanze sono registrate anche come “sali da bagno” o con nomi ambigui come K2 o Spice. Basta avere una carta di credito per ricevere l’ordinazione in 24-48 ore».
È soprattutto in Cina, continua, che si trovano i produttori delle Nsp. Spesso si parte da brevetti molecolari studiati per produrre farmaci, poi accantonati per i loro elevati effetti psicotici. Può essere un chimico, ma anche uno studente di chimica a realizzare e vendere online le sostanze. «Anche un dodicenne può finire a navigare su un sito di “psiconauti” che testano le nuove droghe su se stessi e poi pubblicano una sorta di “bugiardino” su dosaggi e effetti».
Effetti che però, sul lungo termine, sono per forza ancora sconosciuti: «È forte il rischio della comparsa di sintomi clinici inaspettati e problematiche psichiatriche, nè sono note le interazioni con altre droghe, vecchie o nuove». Contrastare la diffusione di queste nuove sostanze, però, risulta più difficile proprio perché nuove e quindi non ancora tabellate: non compaiono ancora nell’elenco delle sostanze illegali incluso nel Testo Unico sulla droga, e dunque non sono sequestrabili. Inoltre, non esistono standard analitici di riferimento: tra le fonti più utili per i ricercatori impegnati nel monitoraggio sulla Nsp, oltre ai riscontri delle forze dell’ordine o ai dati del Centro Antiveleni di Pavia ci sono infatti le segnalazioni di intossicazioni acute registrate dai pronto soccorso: «Se la molecola responsabile dello stato psicotico del paziente non è inserita nel pannello di analisi, gli esami non sono in grado di individuarla», spiega Marti, secondo cui «non esistono differenze tra droghe pesanti e leggere: tutte le sostanze fanno male. Attenzione soprattutto ai cannabinoidi sintetici, nemmeno lontanamente assimilabili alla “classica” canna».
Cinque le categorie principali in cui si suddividono le Nsp: stimolanti (catinoni sintetici) affini a cocaina e amfetamine; cannabinoidi sintetici e piante di cannabis ad alto contenuto di Thc; nuove benzodiazepine; anestetici dissociativi; e nuovi allucinogeni.
A Ferrara, continua Marti, «non abbiamo ancora riscontrato evidenze in questo senso, o segnalazioni particolari, ma questo non significa che non ci sia consumo diffuso di queste nuove sostanze psicotattive. L’intossicazione acuta da pronto soccorso rappresenta un caso-sentinella, ma questo non esclude la presenza di un consumo sommerso, quasi sempre legato allo sballo del week-end».
Il contrasto passa attraverso la prevenzione e l’informazione nelle scuole, a cui si aggiunge - conclude il prof. Marti - «Un attento monitoraggio da parte del Sistema nazionale di Allerta Precoce mirato all’individuazione delle Nuove sostanza psicoattive, alla loro tabellazione e inserimento nel Testo Unico sulle droghe tra le sostanze illegali». (a.m.)
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