«Già segnalati casi in classe» Attenzione alta alle medie
Il contrasto alla diffusione di sostanze nelle scuole passa anche attraverso un Protocollo, firmato in Prefettura, che impegna forze dell’ordine, autonomie scolastiche, Ufficio scolastico provinciale...
Il contrasto alla diffusione di sostanze nelle scuole passa anche attraverso un Protocollo, firmato in Prefettura, che impegna forze dell’ordine, autonomie scolastiche, Ufficio scolastico provinciale e Promeco. Non sono mancate anche di recente richieste, da parte dei dirigenti scolastici alla polizia di Stato, per interventi di controllo nelle scuole. «L’anno scorso avevo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine in seguito a una segnalazione. - testimonia Fabio Muzi, allora dirigente dell’Aleotti e oggi del Cpia (Centro promozione istruzione per adulti) - Era emerso che alcuni ragazzi avevano fatto uso di sostanze, anche in classe, e questo aveva creato disagio ad altri compagni. A Ferrara il problema esiste, ed è importante la collaborazione tra diverse realtà per fornire agli insegnanti gli strumenti adatti ad affrontare nel modo più corretto la situazione, e al tempo stesso trasmettere ai ragazzi l’idea che gli adulti sono presenti e attenti. Dopo quella segnalazione, fondata su una situazione circostanziata, abbiamo informato il consiglio di classe e chiesto aiuto alle forze di polizia. Fondamentale, inoltre, è l’attività di informazione e prevenzione che Promeco svolge da anni nelle scuole».
Se il fenomeno interessa le scuole superiori, non manca l’attenzione per gli studenti delle scuole medie, considerato che la soglia di “iniziazione” si sta abbassando. «Per mia esperienza diretta - precisa Maria Gaiani, dirigente della scuola De Pisis di Ferrara e del plesso di Porto Garibaldi - non ho conoscenza di casi di consumo di sostanze, ma questo non significa che il problema non esista. Alcuni ragazzini, da quanto mi è stato riferito, hanno segnalato che, fuori dalla scuola, altri loro compagni frequentano ragazzi più grandi che fumano spinelli. Noi puntiamo sulla prevenzione, con incontri con esperti, psicologi ed esponenti delle forze dell’ordine».
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