Sangue infetto, i risarcimenti
Si chiude l’annosa vicenda: 100mila euro a famiglia (200 quelle ferraresi). Ieri incontro alla Rivana
Dopo 12 anni di cause, il governo ha concesso 100mila euro a famiglia come risarcimento per il danno biologico e morale a seguito delle malattie contratte per trasfusioni da sangue infetto (oltre a questa somma è previsto un indennizzo bimensile di 1600 euro per tutta la vita). Questo in sintesi il risultato raggiunto che è stato spiegato ieri alla Rivana dall'avvocato Angelo Ressa e dal suo collega Antonio Gatto, che fanno parte dell'associazione Anadma Onlus, che si occupa di persone vittime di malasanità, e che collaborano con il Centro tutela dei diritti del malato. «Le famiglie danneggiate sono 200, che hanno fatto causa entro il 2007, ma i danneggiati sono 700, i quali sono già titolari dell'indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992, e di questi 700 ora duecento hanno ottenuto il diritto al risarcimento con il decreto 90/2014 del governo» ha spiegato l'avvocato Ressa, che nel corso del suo intervento al Rivana Garden di ieri, ha brevemente illustrato la storia di questo percorso legislativo e giudiziario. Il percorso legislativo è infatti iniziato nel 2003, con la legge 141 che prevedeva risarcimenti solo ai soggetti emofilici, che avevano subito danni da emoderivati infetti. «Da allora le cause si sono moltiplicate - aggiunge Ressa -« e si giunge al 2007, con il governo Prodi, che in dicembra emana una legge, la numero 22, che prevede risarcimenti in maniera uguale alla precedente legge del 2003, a soggetti danneggiati che avessero fatto causa entro il 31 dicembre 2007, con somme che andavano da 380mila euro a 619mila per gli eredi, nel caso in cui la persona fosse deceduta».
Tuttavia, quando il Ministero ha fatto i conti, si è reso conto che aveva di fronte a sé altri 8mila contagiati, quindi dal 2007 a oggi hanno introdotto dei paletti per ottenere il risarcimento e si è giunti a una scrematura. Per andare incontro a queste persone, «nel 2014 il governo Renzi emana un decreto convertito in legge l'11 agosto 2014 in cui si stabilisce l'equa riparazione, in cui rientrano tutte le persone che hanno fatto causa entro il 31 dicembre 2007». E questa legge «riguarda la maggior parte dei presenti oggi in sala» chiarisce Ressa. La somma di 100 mila lire - ha precisato l’avvocato - si può accettare o rifiutare decidendo di «andare avanti con le cause o aspettando gli esiti di precedenti transazioni. La somma di 100mila euro che adesso è data a tutte le categorie si può ritenere un'offerta congrua» afferma Ressa, che spiega anche che «dopo questa transazione, le cause dal 2008 a oggi vedono circa 200 persone danneggiate fuori dalla transazione»,perché hanno fatto causa dopo il 2007. «Il Governo dovrebbe fare uno sforzo per riaprire i termini anche per chi ha iniziato dopo il percorso» conclude.
La Corte di cassazione nel 2013 e nel 2015 ha applicato la teoria dello scomputo, per cui si detrae dal danno quanto ricevuto dall'indennizzo.
«Il consiglio degli avvocati è di «accettare i 100mila euro,somma che entro il 31 dicembre 2017 sarà corrisposta. Ad oggi stanno pagando le persone della settima categoria, hanno tempo un anno per l'ottava categoria. Noi il 7 gennaio trasmetteremo a Roma i moduli, perché devono pianificare i bonifici per il 2018».
L'avvocato Gatto ha spiegato che «nel dicembre dello scorso anno, l'Asl di Ferrara aveva già iniziato questi pagamenti , e tra giugno e luglio sono arrivati altri pagamenti. Per le rivalutazioni, l'Asl ha trattato cause di persone che oggi ricevono l'indennizzo. L'Asl ha fatto questo pagamento anticipato in nome e per conto del Ministero». All'incontro era presente anche Florio Ghinelli, già primario di Malattie Infettive all'ospedale di Ferrara e ora presidente Avis, che ha parlato delle terapie per l'epatite C, e di farmaci che danno ottimi risultati.(v.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
