Anziani soli e indifesi. Rischio malori e truffe
Un problema reale per la popolazione ferrarese che ha il 14,5% di over 75. Volontariato e servizi sociali spesso non bastano a coprire l’emergenza
FERRARA. Gli esperti la chiamano “l’area della fragilità”. Riguarda quelle persone che sono molto avanti negli anni, conducono una vita in solitudine e sono a rischio di salute con malori o di raggiri con truffe.
In provincia di Ferrara questa “area della fragilità” aumenta sempre di più, seguendo l’andamento demografico. La popolazione è sempre più anziana è attualmente il territorio ferrarese ha raggiunto un indice di vecchiaia che la maggioranze delle altre zone italiane mediamente raggiungerà nei prossimi 15-20 anni.
Nella nostra provincia, un residente su 7 ha più di 75 anni, se consideriamo poi che due cittadini su sette hanno più di 65 anni possiamo capire come la popolazione ferrarese abbia un numero di anziani molto elevato e da qui, da questi dati demografici inequivocabili, nascono problemi anche in considerazione che molti di questi “over” vivono da soli.
«Per fortuna - dichiara Patrizio Fergnani, responsabile per conto del Comune di Ferrara dell’ufficio integrazione sociale e socio-sanitaria - molti anziani godono di buona salute, altrimenti sarebbero un vero collasso per l’assistenza sanitaria. Molti volontari anziani di Auser e Antea offrono anche un servizio di volontariato per aiutare le persone di una certa età con più problemi. È indubbio che il problema degli over 75, va affrontato con l’impegno di tutti. A Ferrara è stato attivato da alcuni anni il progetto “Giuseppina” che offre assistenza ai soggetti più deboli, occorre continuare su questa strada e cercare di coinvolgere più gente per aiutare gli anziani che si trovano in difficoltà».
Purtroppo sono proprio le persone molto anziane, che vivono sole per vari motivi, sociali ed economici, le più esposte a rischi legati alla salute e alla microcriminalità. Vista la portata del fenomeno demografico, non sempre i servizi sociali, gli enti e le associazioni di volontariato riescono a coprire l’emergenza che nel Ferrarese è sentita più che in altre località.
Diventano sempre più numerosi in questi mesi i casi di persone che vengono colpite da malore e rischiano di essere dimenticate per giorni nella propria abitazione, senza alcun genere di assistenza. Così come sono sempre più numerosi i casi di truffe e raggiri che delinquenti, in maniera vigliacca e senza scrupoli, effettuano ai danni di questi soggetti più deboli e indifesi, rubando i pochi soldi di pensione o oggetti in oro che sono i ricordi di una vita.
Una problematica destinata inesorabilmente ad aumentare, perché nonostante i flussi migratori, che hanno leggermente abbassato la percentuale degli anziani residenti, la vita media negli ultimi decenni si è allungata, basta considerare che nel ferrarese i centenari sono un centinaio (solo Goro e Jolanda di Savoia non ne hanno) e i novantenni sono quasi seimila, gli over 75 passano a 51mila, che quasi raddoppia passando a 96mila considerando tutta la popolazione ferrarese residente che ha compiuto i 65 anni e in teoria - esodati permettendo - dovrebbe già trovarsi in pensione.
Comuni ed associazioni sono mobilitati da tempo, ma non basta. Occorre fare di più per arginare questa emergenza sociale.
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