Centro diurno per anziani Una petizione popolare
Obiettivo spingere la giunta a spiegare ai cittadini il perché del cambio di idea Per qualcuno si vuole impedire l’utilizzo delle ex scuole per i migranti
SCORTICHINO. Continua a tenere banco la questione relativa al centro diurno per anziani nelle ex scuole elementari con la giunta che dopo essere venuta in paese ad illustrare il progetto ha improvvisamente cambiato idea decidendo che le ex scuole avrebbero ospitato un museo dei motori d’epoca. Tra i più attivi nel perorare la scelta del centro diurno per anziani vi è Valentino Bega, ex amministratore ed ex dirigente della Regione attualmente in pensione che organizza in paese diverse iniziative a scopo benefico, l’ultima Tramonto DiVino che si è svolta il 25 settembre scorso. Lo stesso Bega ha predisposto una petizione popolare che sarà poi presentata al sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, finalizzata ad ottenere la convocazione di un'assemblea pubblica. Ieri mattina nel piazzale antistante il bar Coop in solo due ore sono state raccolte una cinquantina di firme a testimonianza di quanto la realizzazione di un centro diurno per anziani stia a cuore agli scortichinesi. Tra i principali sostenitori del centro diurno per anziani figurava l’attuale assessore alla Sanità e ai servizi sociali, Cristina Coletti, scortichinese purosangue la quale interpellata sull’argomento preferisce non parlare. Un silenzio assordante. Dov'era lei quando proposero la casa per anziani ovvero il centro diurno? Chi ha tenuto i rapporti con la San Petronio era lei in quanto assessore con delega alla Sanità o qualcun altro? Domande che meriterebbero una risposta. Tra l’altro la San Petronio è stata messa in liquidazione coatta con decreto del 5 marzo 2013. A quando risale la data del bando? Domande rispetto alle quali nè il sindaco Bergamini e nemmeno la stessa Coletti rispondono. Silenzio sull’argomento anche da parte dell’altra assessore scortichinese Francesca Aria Poltronieri. In paese circolano voci secondo le quali la giunta intenda opzionare l’utilizzo delle scuole ad una associazione di Finale Emilia per poter impedire alla Prefettura di Ferrara di poterla utilizzare come sede per poter sistemare diversi migranti. Proprio per parare il “colpo” la giunta si sarebbe mossa tempestivamente bloccando di fatto le ex scuole e nel contempo impedire che la Prefettura estense possa mettere gli occhi su questa struttura. Evidentemente lo stesso primo cittadino ha il fondato sospetto o ha reperito informazioni precise in tal senso. Intanto l’associazione finalese che dovrà allestire il museo ha già compiuto alcuni sopralluoghi prima di poter allestire il museo. Una clausola nel bando prevederebbe un impegno da parte della stessa associazione di lasciare l’utilizzo della struttura e dello stesso parco all’amministrazione comunale in caso di necessità. I cittadini vogliono sapere per quale motivo il Comune ha rinunciato in maniera così repentina a realizzare un centro diurno.
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