Comacchio, dal patto dell’anguilla un nuovo movimento
Gli ex cinque stelle dell’Emilia Romagna si trovano a tavola sotto al tendone. Tra battute e facce tese Pizzarotti e Fabbri gettano le basi per continuare a governare
Da Tavolazzi a Pizzarotti, una lunga serie di fughe ed espulsioni
COMACCHIO. Il patto dell’anguilla. Il nuovo movimento che potrebbe ridare una casa comune a coloro che per scelta o per obbligo non fanno più parte del Movimento 5 Stelle, potrebbe nascere (o essere già nato) a Comacchio. Ieri il sindaco Marco Fabbri ha fatto gli onori di casa e ha accolto all’ultima giornata di sagra Federico Pizzarotti, sindaco di Parma da pochi giorni uscito dal Movimento 5 Stelle. La decisione è stata annunciata lo scorso 3 ottobre durante una conferenza stampa a seguito di alcune polemiche e divergenze con Grillo e il Movimento. I due primi cittadini, entrambi eletti nel 2012 e oggi entrambi ex grillini, si sono incontrati «prima di tutto per mantenere viva una tradizione che dura da anni» e poi, forse, anche per gettare le basi per qualcosa di nuovo in vista delle amministrative del prossimo anno.
«Abbiamo parlato di lavoro - afferma Pizzarotti - ma soprattutto in termini enogastronomici e culturali, rispetto alle potenzialità che hanno i nostri territori. L’anno scorso Parma e Comacchio hanno collaborato e anche per il futuro vorremmo mantenere vivo questo rapporto». «Siamo legati dalla Via Emilia - si collega Fabbri - e nelle prossime settimane a Parma si terrà una serata importante dedicata alle peculiarità del loro territorio e dell’Italia tutta; ci saremo anche noi. Stiamo lavorando a un ponte turistico, non solo in termini infrastrutturali ma anche, e soprattutto, culturali. Dobbiamo renderci conto che per un turista 100, 150 chilometri sono niente e noi siamo vicini a tantissime realtà di prestigio. Senza dimenticare che gli aeroporti di Bologna, Verona e Venezia sono snodi importanti e vicini sui quali lavorare».
Nei giorni scorsi Pizzarotti aveva dichiarato che «cinque anni per un sindaco sono pochi», affermazione condivisa e sostenuta anche dal sindaco Fabbri. I due infatti spiegano: «Per amministrare e portare a compimento tutto ciò che si vorrebbe per il bene del territorio, quello a disposizione è un tempo insufficiente. In altri Paesi la carica amministrativa ha durata più lunga. Poi - sdrammatizzano - se chiediamo a mogli e fidanzate quanti sono cinque anni per un sindaco, loro risponderanno: un’eternità». L’atmosfera di festa ci sta tutta, in fin dei conti è l’ultimo giorno di sagra; un appuntamento che ha riscosso grande successo nel territorio (e non solo) e che ha portato ancora una volta alla ribalta la buona tavola lagunare. Poi però si torna seri e quando si riflette sulla situazione attuale del Movimento 5 Stelle, il sindaco di Parma afferma: «È vero che alle ultime elezioni il Movimento ha avuto il 30% ma il tema delle percentuali è relativo; se consideriamo che a votare c’è andata circa la metà della popolazione, parliamo del 30% su una parte già dimezzata. Misurarsi con la realtà non è semplice. Quando si governa un territorio ci si misura con esso e non soltanto con coloro che appartengono alla tua schiera. Questo è anche il discorso che sta facendo Chiara Appendino a Torino solo che, quando lo dicevamo noi, sembravamo degli eretici. Il problema è che il Movimento non ascolta».
Poi il sindaco di Parma, parla di una compattezza che va calando all’interno del Movimento 5 Stelle a livello nazionale. «La scomparsa di Casaleggio, al di là del giusto o dello sbagliato, è stata una perdita ideologica importante ed è per la poca compattezza che, secondo me, Grillo è tornato ad essere così presente. I problemi ci sono e vanno affrontati».
Poi sulle lusinghe ricevute dal Partito Democratico Pizzarotti non si scompone e commenta: «Se sei fuori dal giro ma hai governato bene, alla fine cercano di assorbirti». A questo proposito Fabbri rimarca: «Sono stato espulso due anni fa ma rifarei altre cento volte la stessa scelta. Restare all’interno della provincia, o quello che diventerà, è importante perché ci permette di dire la nostra. A livello turistico - aggiunge - stiamo lavorando con la Romagna per creare un’offerta che vada dalla spiaggia alle città d’arte, passando per il Parco del Delta e le terme». Entrambi i sindaci hanno intenzione di ricandidarsi, questo non è un mistero, la domanda che tutti si fanno è: sotto quale forma e veste. E se a questo ancora “non ci stanno pensando”, sicuramente hanno già in mente cosa fare in caso di rielezione: «Da parte mia - chiude Fabbri - c’è l’intenzione di ricostruire la classe politica dirigente a Comacchio. In questi anni abbiamo cercato di riavvicinare le persone alla vita politica, dalla quale si erano progressivamente allontanate». Pizzarotti invece si concentra sul sociale: «Il Piano Casa è la prima cosa. Ci sono tante persone sotto sfratto e senza soluzioni, noi dobbiamo lavorare per risolvere questa emergenza».
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