Una cordata di balneari contro le spiagge all’asta
Lidi, una via d’uscita all’orizzonte per salvare i Bagni dalla Bolkestein Dalla Confesercenti invitano a restare uniti e a trovare soluzioni plausibili
LIDO SPINA. Come proteggere le imprese balneari dalle evidenze pubbliche? Come è possibile investire per non perdere la propria concessione o tutelare legalmente il legittimo affidamento? E come saranno calcolati gli eventuali indennizzi? A chiederselo sono le migliaia di imprenditori balneari che stanno seguendo con preoccupazione gli sviluppi della riforma delle concessioni balneari, sulla quale per ora non esistono ancora certezze. «Ma non possiamo nemmeno restare fermi - dicono dalla Confesercenti - e qualcosa che bolle in pentola c’è». Il modello di riferimento potrebbe essere quello presentato da Renato Cattai, presidente di Federconsorzi, che raggruppa e coordina i 30 stabilimenti balneari che gestiscono l’arenile di Jesolo. L’organizzazione ha infatti indetto un'importante assemblea per attuare la risoluzione che permetterà - almeno secondo i soci - di salvare gli stabilimenti balneari dalla direttiva europea Bolkestein, che il governo italiano presto applicherà mandando a evidenza pubblica le concessioni demaniali marittime. «Per affrontare questa sfida prossima alla scadenza – ha spiegato Cattai – l’unico modo è quello di presentarsi uniti. Quindi un unico soggetto giuridico che si presenti al bando, così da riuscire a garantire a tutti i soggetti che attualmente operano in sede di demanio, la prosecuzione delle rispettive attività». E l’assemblea ha dato il via libera a questa soluzione. «Ora verranno incaricati dei professionisti, che dovranno individuare il soggetto giuridico ideale per il bando. Parallelamente cercheremo di coinvolgere tutte le attività economiche della città, facendo loro capire due cose: da una parte che questo è l’unico modo per vincere questa sfida, dall’altra che ognuno potrà continuare, una volta ottenuta la concessione, con l’attività senza perdere nulla». La scelta è dunque quella del soggetto unico contando di lavorare in maniera sinergica, anche con l’amministrazione comunale, al fine di ottenere il massimo risultato, nell’interesse della località, come riportato sul sito di Assobalneare.com. «Affrontare il governo? Sì, sempre - vanno avanti dalla Confesercenti - Ma la voce deve essere una e una sola. Le divisioni e gli inutili scontri fra sindacati, comitati e movimenti provocano solo maggiore fragilità contro una Roma che già mira a cancellare il lavoro, il futuro e la speranza di molte, moltissime famiglie. Non può il mondo balneare presentarsi “nudo alla meta”, non è possibile che ci si divida proprio nel momento in cui una sola voce dovrebbe alzarsi e pretendere una soluzione».
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