La Berco approda a Roma Convocazione al Mise
Copparo, martedì 18 l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico L’obiettivo è di scongiurare i 365 licenziamenti previsti dall’azienda
COPPARO. La vicenda Berco con la questione dei 365 dipendenti (331 dello stabilimento di Copparo e 34 di quello di Castelfranco Veneto) per i quali l’azienda ha intenzione di procedere al licenziamento, approderà sul tavolo del Mise, il ministero dello Sviluppo Economico. All’incontro romano fissato per martedì 18 alle 11 oltre alle segreterie nazionali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil ci saranno anche i segretari provinciali, rispettivamente Samuele Lodi, Sandra Rizzo e Paolo Da Lan. Al loro fianco anche le istituzioni ovvero la Regione, la Provincia di ferrara con il presidente Tiziano Tagliani ed il Comune di Copparo con il sindaco Nicola Rossi. Si spera sia presente anche la stessa Berco con la direzione aziendale o qualche dirigente della Thyssenkrupp. Il segretario regionale del Pd nonchè consigliere regionale Paolo Calvano e la consigliera Marcella Zappaterra hanno portato il caso in Regione. I due esponenti ferraresi del Partito Democratico hanno presentato un Question Time ovvero un’interrogazione a risposta immediata che arriverà questa mattina durante la seduta dell’Assemblea legislativa. «Siamo stati al fianco dei lavoratori Berco e delle istituzioni locali tre anni fa, ricoprendo ruoli diversi rispetto a quelli attuali, e ci siamo anche oggi» affermano con decisione Calvano e Zappaterra.
«La Regione nel corso della vertenza del 2013 aveva svolto un importante lavoro di mediazione nell’ambito del tavolo di crisi nazionale istituito dal ministero in quell’occasione – richiamano i consiglieri democratici – Oggi chiediamo alla Regione quali azioni abbia già intrapreso e quali intenda avviare, ovviamente nei limiti delle proprie competenze, al fine di salvaguardare i lavoratori Berco e la capacità produttiva di un’impresa che è tra le più rilevanti del settore meccanico-siderurgico a livello regionale e che fa riferimento ad uno dei più importanti colossi europei, la Thyssenkrupp, alla quale chiediamo un forte senso di responsabilità» .
Sugli esuberi alla Berco interviene anche il consigliere regionale Igor Taruffi di Sel che ha presentato un’interrogazione. Secondo il consigliere «va fatta chiarezza sui piani di riorganizzazione aziendale per tutelare l'occupazione».
Il capogruppo, che ricorda come il numero degli esuberi comunicato dall’azienda rappresenti circa il 20% della forza lavoro ancora presente in Berco, chiede alla Giunta regionale «quali azioni si intendano intraprendere per chiarire la reale situazione di Berco spa in relazione ai piani di riorganizzazione aziendale e per salvaguardare l’occupazione, in particolare nello stabilimento copparese».
«Nell’incontro in programma al ministero - spiga Paolo Da Lan segretario provinciale della Uilm-Uil - metteremo in chiaro che la decisione di Berco non può passare. L’azienda deve spiegare per quale motivo si è arrivati a questo punto. Dobbiamo fin da subito chiarire che se i tedeschi hanno l’obiettivo di passare ad un lento spegnimento dello stabilimento di Copparo ne vedremo delle belle. Tra la rassegnazione e la disperazione - prosegue Da Lan - a volte è meglio quest’ultima. Non si pensi che i lavoratori di Copparo siano rassegnati. L’azienda che dichiara che ci sono sacche di inefficenza cosa ha fatto in questi ultimi tre anni ovvero da quando è stato firmato l’accordo per cercare di affrontarle e risolverle? Se non si risolve quel problema - conclude Da Lan - gli ammortizzatori sociali sono solo un palliativo. Abbiamo l’obbligo morale di fare tutto il possibile per fare in modo che i tedeschi cambino idea».
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