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Sant’Anna e Asl, ecco i medici-paperoni

Il chirurgo Paolo Carcoforo (Sant’Anna-Unife) sfiora i 300mila euro, l’oculista Roberto Modestino arriva a 120mila euro

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Nella grande torta della sanità pubblica ferrarese (1 miliardo di euro l’anno) l’attività libero professionale intramoenia, svolta cioè all’interno delle strutture pubbliche, rappresenta una fetta relativamente piccola dei bilanci di Asl e Sant’Anna. Sommando le retribuzioni dei camici bianchi autorizzati ad esercitarla (esclusi quindi la quota di incassi “assorbita” dai conti di Asl e Sant’Anna e gli emolumenti percepiti da altri professionisti, non medici, che lavorano nelle due aziende) il totale si ferma più o meno a 5-6 milioni di euro l’anno.

Una spesa che assume particolare rilievo se si considera che viene sostenuta direttamente dalle tasche dei cittadini i quali talvolta, e per i più svariati motivi, preferiscono rivolgersi a questo canale di servizio per la conoscenza personale del professionista nel quale si ripone fiducia o per il riconoscimento della competenza e del merito comprovati anche da titoli accademici, incarichi acquisiti sul campo o sanciti dal passa parola popolare. Senza dimenticare che una delle molle che spinge i pazienti a scegliere una prestazione offerta in libera professione intramoenia è la rapidità con cui si accede alla visita, all’esame o alla sala operatoria. Un’esperienza che hanno fatto direttamente molti cittadini italiani, che grazie a questa modalità di accesso al sistema sanitario sono riusciti ad accorciare il tempo d’attesa a volte anche di mesi o di settimane rispetto alle date disponibili al Cup.

Resta un dato di fatto incontrovertibile e da ribadire: la prestazione in alp viene difesa da tanti cittadini che preferiscono rivolgersi ad un professionista di fiducia quando cercano informazioni sulla propria salute (e hanno i soldi per farlo). Come pure è da rimarcare che, almeno in altre realtà, il volume di risorse catturato da questa opzione sembra tutt’altro che irrilevante: 50 milioni di euro di giro d’affari nella metropoli bolognese, dove sono concentrati alcuni colossi ospedalieri collegati a doppio filo con la più antica università del mondo occidentale, secondo il quotidiano la Repubblica.

A Ferrara, a spartirsi gli incassi da libera professione intrameonia sono diverse centinaia di specialisti dipendenti dell’Asl, dell’azienda ospedaliera e dell’università (in questo caso lavorano in convenzione con il Sant’Anna).

E come avviene da alcuni anni è il chirurgo Paolo Carcoforo, professore di prima fascia, a guidare la classifica dei professionisti più richiesti in alp: 298mila euro euro lordi nel 2015, 403mila nel 2014 e 309mila nel 2013. Una cifra comunque lontana da 945mila euro o 780mila incassati da due luminari dell’Istituto ortopedico bolognese Rizzoli, che guidano la classifica felsinea. Il valore-alp della busta paga di Carcoforo spicca per consistenza rispetto ai proventi incassati da altri colleghi ospedalieri. L’oculista del Sant’Anna, Roberto Modestino, quasi raddoppia lo stipendio lordo grazie ai 120mila euro percepiti con le prestazioni fornite in alp. Il prof. Ettore Degli Uberti, endocrinologo di chiara fama e direttore di Endocrinologia al Sant’Anna, uno dei decani di Unife in uscita per quiescenza nel 2016, ha percepito lo scorso anno 92.351 euro di compenso lordo riferito all’attività libero-professionale, una somma che lo colloca per alcune centinaia di euro un gradino più in alto del ginecologo dell’Asl Raffaele Lorusso, responsabile del Servizio di ecografia ostetrico-ginecologica del Delta, Argenta e Comacchio. L’oculista Carlo Incorvaia (Sant’Anna-Unife), il prof. Enrico Granieri, direttore della Clinica neurologica del Sant’Anna-Unife, gli ortopedici Michele Mieti (Delta) e Roberto Rossi (Argenta), l’oculista Paolo Tassinari (Sant’Anna) stanno fra i 70mila e gli 80mila euro. Tra i 50mila e 70mila euro si collocano fra gli altri il senologo Stefano Corcione (Sant’Anna), il chirurgo vascolare Paolo Zamboni (Sant’Anna-Unife) e l’odontoiatra Leonardo Trombelli (Sant’Anna-Unife), preside della Scuola di Medicina.

Gioele Caccia

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