Gli effetti della droga mostrati alle scuole di FErrara
L’invito agli studenti del vicecapo della polizia Luigi Savina: ragazzi siate testimoni di legalità. Immagini choc sugli effetti delle nuove sostanze psicoattive
FERRARA. «Voi che cominciate a essere cittadini e ad avere la consapevolezza di essere parte di un contratto sociale, siate testimonial della legalità assumendo un dovere morale positivo».
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Luigi Savina, già questore di Ferrara o ora vice capo della polizia, ha rivolto questo invito agli studenti delle scuole superiori Carducci, Bachelet e Iti Copernico-Carpeggiani nel concludere il convegno organizzato alla Sala Estense da polizia di Stato e Fondazione Acaref sul tema “Droga nelle scuole: emergenza educativa”, moderato dal giornalista di Repubblica Antonio Corbo. Perché lo spaccio “spicciolo”, ha sottolineato Savina, altro non è che l’ultimo anello di una catena che conduce alle organizzazioni criminali del narcotraffico e, in questo senso, nessuno può chiamarsi fuori. Al contrario, aveva ammonito il questore Antonio Sbordone nell’aprire l’incontro, uno dei fenomeni più preoccupanti riscontrati tra i più giovani è «la sconvolgente superficialità degli assuntori rispetto agli effetti delle sostanze e agli aspetti sanitari, sociali e giuridici a esse correlati. A Ferrara il problema ha assunto dimensioni allarmanti».
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I numeri del contrasto alla diffusione degli stupefacenti, ha precisato poi il prefetto Michele Tortora, non sono più così indicativi a inquadrare il fenomeno: perché se i reati legati alla droga sono calati a Ferrara del 22% nel 2015 e del 16% nel primo semestre del 2016, questo non vuol dire che la situazione è sotto controllo: la diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive (Nsp) messe in commercio su internet rende l’emergenza molto più difficile da monitorare e contrastare. L’attenzione, ha chiuso gli interventi istituzionali il sindaco Tagliani, deve concentrarsi non solo sulla microcriminalità che ruota attorno allo spaccio, ma soprattutto sul consumo: «Questa iniziativa dimostra la nostra capacità di unire risorse da ambiti diversi: alla lotta allo spaccio si affianca la prevenzione; perché l’abuso di sostanze ha un costo sociale e personale altissimo in termini di speranze di vita e realizzazione di sè e di percorsi interrotti. Tanto più preoccupante se si pensa che l’età dei consumatori si sta abbassando».
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Da qui l’allarme creato dalle Nuove Sostanze Psicoattive, come ha illustrato il professor Matteo Marti, ricercatore del Dipartimento di scienze della vita e biotecnologie di Unife: la sintesi di nuove molecole è in così rapida evoluzione che spesso si possono acquistare legalmente, perché non ancora inserite nel Dpr 390 del 1990, il Testo Unico sugli stupefacenti, costano poco e sono facilmente reperibili su internet. In commercio, ha aggiunto, si possono trovare cannabinoidi “naturali” ma in realtà modificati fino a triplicare la percentuale di principio attivo; nuovi allucinogeni o famigerati “catinoni” sintetici, stimolanti molto potenti. La grande incognita sono gli effetti a lungo termine, soprattutto su organismi in evoluzione come quelli degli adolescenti.
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Drammaticamente noti, invece, sono gli effetti immediati, come mostrato in alcuni filmati di forte impatto: convulsioni, deliri, collassi cardiocircolatori. Nel ribadire la sua contrarietà a distinguere tra droghe leggere e pesanti, Marti ha concluso ricordando che «l’unica leggerezza è quella di averle considerate leggere». (a.m.)
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