Ultimatum per l’ex zuccherificio
Il sindaco di Bondeno: se la proprietà non ha progetti concreti ceda l’area al nostro Comune
BONDENO. «Adesso basta. Se la proprietà non ha progetti concreti, ceda l’area al Comune, che saprà farla fruttare a beneficio della comunità».
Il sindaco Fabio Bergamini è chiaro: quell’area abbandonata da anni su cui sorgeva fino al 2006 lo storico zuccherificio di Bondeno, deve tornare a essere produttiva. E pensare che di progetti su quella zona ne sono stati fatti tanti: prima una centrale a olio, poi un super pastificio. Poi più niente. Così l’ampia superficie è lasciata a se stessa. E dal 2005 - anno dell’ultima campagna saccarifera - a oggi, quella che doveva essere una zona per il rilancio di Bondeno, con aziende e case popolari, rimane desolatamente vuota.
Una vicenda senza fine quella che riguarda l’ex zuccherificio di Bondeno: da quasi 10 anni la storica fabbrica è stata smantellata, ma il tanto atteso piano di riconversione non è mai stato attuato.
Bondeno rappresenta in provincia l’unico caso di dismissione di uno zuccherificio in cui il piano di riconversione - anche dei lavoratori - non ha prodotto risultati. Il piano che era andato più avanti, ma poi miseramente naufragato, è stato quello che prevedeva la realizzazione di un super pastificio, con tanto di cartelloni e bandiere che annunciavano l’apertura degli impianti nel 2014. Ma anche quel progetto si è rivelato una bufala.
Anche alla luce di questa serie di risultati negativi, già la scorsa primavera il sindaco Bergamini, nel corso degli incontri di presentazione dell’attività del Comune, svolti in tutti i paesi del Bondenese, aveva annunciato che non avrebbe più incontrato i rappresentanti di Finbieticola (la società proprietaria dell’area dell’ex zuccherificio) finché non avessero ceduto quei terreni a un imprenditore per un investimento certo. Adesso il primo cittadino di Bondeno rilancia: «Basta progetti vuoti - spiega -. Sono davvero deluso perché finora non è stato presentato alcun piano reale per il riutilizzo di quell’area: allora se non sanno che fare la diano a noi». (al.vin)
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